Analisi sul genere: Lolicore

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Bentornati cultisti! Oggi invece di una recensione o di una news, Sagana vi proporrà l’analisi di un genere musicale tra i più underground mai esistiti e vi parlerà un po’ dei suoi esponenti e della sua storia. Benvenuti cultisti, nel mondo del Lolicore!

All’inizio furono i Nightcore, gruppo norvegese di studenti che dal 2002 remixano canzoni popolari con virtual dj. L’idea era quella di prendere dei pezzi pop, velocizzarli in modo da ottenere voci femminili che richiamassero quelle degli anime giapponesi e remixarle. Grazie ai forum e allo sforzo di varie imageboard l’idea si è sparsa, creando un intero genere omonimo.

Si contano migliaia di canzoni su youtube a tema nightcore, una delle più famose è forse la caramelldansen, remix del Dj SpeedyCake di un singolo dei Caramell, gruppo pop svedese di blando successo.
SpeedyCake remixò l’intero disco, e intorno al 2006 la caramelldansen divenne una canzone virale su internet. Ottenne anche un personale meme video in cui due ragazze ( Mai e Mii tratte dalla visual novel popotan ) danzavano con le mani sopra al volto per imitare le orecchie da coniglio. Il video fu un successo incredibile e generò infiniti cloni e fenomeni simili (levan polka sempre nel 2006), uno tra questi l’idea per il genere lolicore.
R-4970334-1380957533-6721.jpegNel 2006 esce あにこあ (Anikoa) dell’artista Onomatopeee, disco nato come uno scherzo e composto di 37 minuti di breakcore folle e cacofonico alternato a voci femminili tratte da anime e canzoni pop. Il disco diventa popolare e le sue canzoni si spargono nella rete, generando ilarita, ma non solo. nel 2007 esce little sweet dolores dei Loli Ripe già attivi nel 2006 assieme ai rorikiller, ma che con quest’opera creano le basi al genere, un perfetto mix di breakcore, trance e techno ovviamente accompagnato da immagini di ragazzine loli tratte dagli anime.
Da qui il genere inizia a crescere, le basi sono: un alternarsi di cacofonia elettronica, voci infantili, una buona dose di citazionismo e tanta ironia. Il genere rinuncia alla moderazione per dedicarsi ad una sfrenata critica verso la figura delle lolita nell’immaginario giapponese, portando agli estremi testi di una violenza ripugnante, privi di pudore o qualsivoglia buon costume.
I gruppi lolicore espongono un mondo a cui si guardava con fin troppa accondiscendenza, quello della pedofilia nell’arte.
Il genere a questo punto si divide in tre branche principali, ci sono gli artisti che cogliendo lo scherzo di Onomatopeee lo ripropongono in un costante rimando alla comicità, ci sono quelli che prendono a cuore la faccenda e cercando di trasmettere il messaggio e ci sono quelli che prendono a cuore il genere in se e cercando di ammorbidirlo e dargli una forma meno caotica e più melodica.
Tra i gruppi più famosi della prima categoria citiamo i Bloody vomit bukkake, odaxelagnia e yuri yum yum, della seconda possiamo citare i goreshit, i lolishit e i loli ripe, mentre della terza vorrei soffermarmi a parlare più ampiamente.
Il reale movimento lolicore, quello che comprende la prima e la seconda ondata di artisti, muore intorno al 2012 e la maggior parte dei dj coinvolti si dedica a progetti più seri, ma è da quel momento in poi che la corrente muta verso una direzione più melodica che da ampio spazio alle influenze trance più riflessive. Gruppo principe di quest’ultima ondata sono certamente i lolitwinx che intorno al 2010 iniziano la loro carriera con il disco “When i look anime usually i see loli“, che riprende abbastanza gli stilemi del lolicore originale. Passando poi per Under pantsu e loli kinder bitz evolvono il loro sound fino a raggiungere un equilibrio con l’album 私は妹を愛して!? (I love my sister?!) che precede il loro attuale capolavoro ツインテール-style (Tails-style) disco che evolve il lolicore rendendolo un genere più appettibile ai fan della techno, della trance e dello speedcore. maxresdefault
Da citare assolutamente anche i Riajuu gruppo attualmente in ascolto su culto, che come è possibile notare, mantengono le caratteristiche più innoque del lolicore, rallentando i ritmi (rispettoovviamente agli altri espondenti del genere) e ponendoci di fronte agli antipodi di ciò che era il genere all’inizio. Le canzoni di lolitwinx, Riajuu, Romansu e del collettivo della lowfer records ci propongono una versione revisionata e riragionata del genere, calmo, riflessivo, studiato, con le più disparate influenze e citazioni da tutta l’elettronica underground.

Per concludere quest’analisi del genere, posso dire che il suo ciclo vitale è giunto al suo termine, sia nella precedente forma che in quella attuale, e già non vedo l’ora di vedere cosa nascerà dalle sue ceneri. E voi cultisti? Che ne pensate? Vi piace quest’esperimento cacofonico e irriverente o lo trovate solo squallido e privo d’inventiva? Diteci la vostra nei commenti! 😉

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!