Approfondimento: Utah, una donna dietro ai murales

 

Bentornati cari cultisti a un nuovo appuntamento con Culto Underground! Oggi vogliamo immergervi nel mondo del writing, in compagnia di una writer su cui è giusto spendere qualche parola! Ma non sprechiamo altro tempo e diamo la parola a Laura, che ha scritto per voi questo articolo!

Quando si pensa ai graffiti, e all’arte del murales, noi tutti ci immaginiamo ragazzi vestiti con felpe di qualche taglia in più, incappucciati, e zainetti pieni di bombolette spray; alcuni li additano come vandali. Ma come la letteratura ben ci insegna, dietro ogni stereotipo, c’è qualcosa in più. Danielle Bremner è una giovane 31enne residente a New York, dallo stile della generazione degli indie, ha studiato alla prestigiosa FIT sempre a NY, ed è una delle più famose writer in circolazione. Per i suoi graffiti è pure stata spesso in prigione ed è comparsa dinanzi alla Corte svariate volte. La sua firma la si riconosce dai tratti morbidi e da colori spesso accesi, le lettere che ricordano i manga, sono comunque, opere all’avanguardia: d’essenza futurista si oppongono alla staticità e sono in grado di rappresentare l’idea di movimento e velocità, con le loro forme astratte, geometriche multicolori. Come fossero sproloqui letterari senza un reale significato, un susseguirsi di lettere mal poste appartenenti alla corrente futurista (vi ricordate i manifesti futuristi?), le immagini di Utah sembrano portare a galla i rumori segreti e ovattati dei sotterranei urbani, quelli dei treni metropolitani che sfrecciano tra le gallerie del sottosuolo, nel rimbombo degli altoparlanti che declamano il nome delle stazioni, dei discorsi della gente che si confondono gli uni con gli altri, tra i colori di graffiti e gli schermi, i cartelloni pubblicitari, l’oscurità di certe angolazioni e gli show di artisti di strada che infestano i vagoni, entrando e uscendo dagli scomparti, nella fretta delle giornate che scorrono là sotto senza che il mondo sovrastante, a volte, se ne renda conto.

In Italia è conosciuta dopo aver “imbrattato” con altri due writers americani alcuni vagoni della metro di Milano nel 2013. Quasi per gioco i tre si sono dilettati in una sorta di videoclip musicale con tanto di riprese, il comune comunque li ha denunciati. Inoltre proprio l’anno scorso sempre a Milano è stata inaugurata una mostra presso la galleria Pavesi intitolata “Wanted”: si è scelto di esporre tele e immagini provenienti dalla street art (anche opere di Utah) per dimostrare che questo tipo di arte non si esaurisce al solo dipinto sul muro, ma può venire usata come una ricerca o essere vista come un’evoluzione sociale, uno studio su come l’estetica e i gusti stiano cambiando, scegliendo opere “povere” ma ricche di significato.

Si può chiamare arte il graffito? Secondo me si, nel grigiore della città è bello vedere un sprazzo di colore!
Laura XO

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari

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