Culto Retrogaming: Darkstalkers – The Night Warriors

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Un benvenuto a tutti gli amanti del retrogaming in questa nuovo appuntamento con la rubrica ad esso dedicato! Oggi ci dedichiamo al primo capitolo di una saga di picchiaduro che purtroppo non ha mai raccolto un grande successo commerciale come tante altre ma ancora oggi conta su una fanbase piccola ed estremamente affezionata anche a quasi 20 anni dall’ultimo episodio ufficiale ed un generale apprezzamento per i suoi carismatici personaggi, interpretati da cosplayer un po’ in tutto il mondo: Darkstalkers.

darksiders 1

Darkstalkers – The Night Warriors viene prodotto da Capcom nel 1994 come cabinato da sala giochi ed ha subito un grande successo di critica, tanto che nel 1996 verrà convertito da Psygnosis per la PS1. Inizialmente ideato come un videogioco di combattimenti con come protagonisti gli iconici mostri della Universal basato sul motore grafico e le meccaniche di gameplay di Street Fighter, il gioco venne modificato a causa della licenza negata da Universal per l’utilizzo dei personaggi, costringendo il producer Alex Jimenez ad inventarne di propri in un’ora traendo ispirazione dalla letteratura, il cinema e la mitologia. La trama, come in molti giochi dello stesso genere, è un mero pretesto per far menare le mani ai vari combattenti: in una versione alternativa del nostro pianeta l’apertura di un varco dimensionale con il regno demoniaco di Makai ha portato all’arrivo di creature sovrannaturali sulla Terra, i cosiddetti Darkstalkers. Demitri Maximoff, il signore dei vampiri ed una delle creature più potenti di Makai, decide di organizzare un torneo per stabilire quale sia il Darkstalker più potente di tutti ed concedergli il dominio sul regno demoniaco. Nel frattempo la potentissima creatura aliena Pyron si avvicina al nostro pianeta, intenzionata a sottomettere tutto e tutti, compresi i soprannaturali invasori…

Darkstalkers Character Selection

Nel gioco sono selezionabili 10 diversi personaggi (più due boss non utilizzabili), tutti molto ben disegnati e ricchi di carisma: si va dalla sensuale ed iconica succube Morrigan (una delle mascotte della serie più apprezzate) al mastodontico e misterioso faraone mummificato Anakaris, passando per il licantropo Jon Talbain, la ”creatura di Frankenstein” Victor, la rockstar indemoniata Lord Raptor, l’armatura da samurai posseduta dagli spiriti Bishamon, il tritone Rikuo, l’iconica donna-gatto Felicia ed il simpatico ed irriverente Bigfoot Sasquatch. Ogni personaggio ha uno stile di combattimento ben preciso e abbastanza complesso da dominare: alcuni personaggi come Morrigan e Anakaris sono più adatti a mantenere le distanze tramite attacchi ranged; altri come Talbain e Felicia si basano sulla velocità degli attacchi ed i movimenti fulminei; Sasquatch e Victor ad esempio hanno una grande potenza di percosse bilanciata da una certa lentezza nei movimenti quindi qualsiasi giocatore può trovare un lottatore adatto alle proprie esigenze.

Darkstalkers Fighting Scene

Il sistema di gameplay pur essendo basato su quello di Street Fighter II presenta elementi innovativi come ad esempio le combo a catena, le parate aeree e le versioni potenziate degli attacchi speciali se la barra apposita è piena (i cosiddetti EX); rispetto ad altri giochi la barra degli attacchi speciali si scarica con il tempo se non utilizzata, spingendo il giocatore a farne uso quando possibile ed il più possibile concatenando varie tecniche, rendendo le partite più aggressive e meno statiche rispetto a quelle di altri giochi precedenti. Gli sprites e le animazioni dei personaggi sono il meglio che si potesse offrire all’epoca, con figure dei lottatori piene di pixel e colore a contrastare con le dettagliate arene spesso in stile gothic-fantasy e buffe animazioni ad ogni colpo (specialmente quelle legate a Sasquatch, davvero simpatiche!) che rendono ancora oggi il gioco un piacere agli occhi degli appassionati di retrogaming. Anche la colonna sonora, tenebrosa ma non troppo, non annoia ed incornicia un prodotto ben riuscito in tutte le sue parti. Certo, probabilmente per gli standard odierni il gameplay è troppo lento rispetto ai moderni picchiaduro ed un semplice beat-‘em-up ad incontri può avere una longevità ed un’attrattiva limitata nel tempo ma non fatevi ingannare: il gioco ancora oggi può offrire ore ed ore di divertimento a chi vorrà offrirgli una chance. Fatevi avanti e decidete voi stessi qual è il Darksider degno di sedersi sul trono di Makai!

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Fin da bambino Alex Baldassi è stato guidato da una insaziabile curiosità verso l'arte e la cultura. Adora immergersi nel profondo mare della scena artistica underground e riportare in superficie le migliori perle recenti ed i classici ingiustamente dimenticati, così come girare per i mercatini dell'antiquariato e scandagliare i negozietti alla ricerca di piccoli tesori nascosti qua e là. Dopo essersi laureato in Lettere Moderne all'Università di Udine sta continuando gli studi in Giornalismo a Siena, collaborando nel frattempo alla webzine "Culto Underground" del suo amico Sagana dove si diletta a scrivere di musica, fumetti, film e videogiochi.
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