Culto Retrogaming: Dead Or Alive 2 (2000)

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Sarà stato il 2003, massimo il 2004. La bellezza di oltre 10 anni fa insomma. Quello fu l’anno in cui incontrai per la prima volta il picchiaduro la cui saga poi sarebbe stata fissa nella mia top 3 del genere, sto parlando di Dead Or Alive 2.

Ora, lasciamo perdere l’affinità che su un quindicenne può avere un gioco di combattimento pieno di ragazze mezze nude e assolutamente ben fornite per concentrarci sugli aspetti più tecnici dell’esperienza di gioco. Si perché quello che mi ha fatto amare DOA nella mia adolescenza non fu tanto l’attitudine delle varie combattenti alle “tette al vento” (certo che la grafica era play2 ma per quei tempi mi pareva epica oltre ogni livello) quanto l’interessante dinamica dei combattimenti che apparivano veloci e dinamici, pieni di prese, controprese e con personaggi che adottavano tecniche varie e diverse tra loro (anche quelli appartenenti alla stessa scuola di combattimento usano tecniche, certo similari ma diverse tra loro).

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C’è da dire che, come in ogni picchiaduro, la storia passa in secondo piano e molti di noi o non se la ricordano oppure non sanno nemmeno che ce n’è una, il che è favorito da uno sviluppo di quest’ultima piuttosto vago e mal calibrato. Però poco importa, l’intento di Dead Or Alive 2 è senza dubbio quello di divertire e ci riesce molto facilmente. Graficamente non è nemmeno invecchiato particolarmente male anche se ovviamente a lungo andare risente un po degli anni sopratutto se giocato a lungo. Però di fatto è un ottimo prodotto con personaggi davvero interessanti. Non soltanto per la presenza di ragazze belle e brave come Kasumi (di fatto protagonista della saga), Leifang (facile da giocare con le sue tecniche semplici e aggraziate) o Ayane (quest’ultima poi apparsa in uno degli ultimi capitoli di Ninja Gaiden, saga ideata dal Team Ninja, lo stesso di DOA..oltre a ciò mio personaggio preferito che ai tempi sapevo usare ad occhi chiusi) ma anche per ottimi personaggi maschili come Ryu Hayabusa (si, proprio lui!), Bass (muscoli, potenza e lentezza) oppure Jann Lee (ma va? Un personaggio che urla come Bruce Lee? Non ce lo saremmo mai aspettato!).

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Insomma Dead Or Alive 2 è un gioco dai molti pro, che merita sicuramente di essere giocato facendo un salto indietro rispetto gli ultimi capitoli della saga ma scoprendo che, sebbene possa essere invecchiato, certamente ciò non ha fatto scemare il divertimento!

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari