Culto Retrogaming: Final Fight

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Cari appassionati di giochi bentornati ad una nuova puntata di Culto Retrogaming! Continuiamo il nostro viaggio tra i vecchi ma sempre verdi giochi che abbiamo iniziato qualche settimana fa! Oggi voglio parlarvi di un picchiaduro a scorrimento di cui da piccolo ero parecchio amante. Qualcuno di voi (secondo me molti!) lo ricorderà, sto parlando di Final Fight.

La trama del gioco è semplice. La figlia di Mad Haggar, sindaco di Matro City, è stata rapita da un’organizzazione criminale a cui il sindaco non aveva voluto piegarsi. Fortunatamente per la figlia (Jessica) e sfortunatamente per i criminali Haggar è un ex lottatore professionista di wrestling (!!) ed insieme all’amico Cody (esperto nelle arti marziali) e a Guy (amico di Cody ed esperto nell’arte del ninjitsu) partirà alla carica per salvarla.

Il gioco è formato da 6 livelli, ognuno con un boss finale grosso e cattivo da abbattere (l’ultimo più grosso, più cattivo e più infame di tutti). Ricordo con piacere l’immediatezza dei comandi (si può sembrare scontato ma non tutti erano semplicissimi, almeno per me, all’epoca) e l’esperienza di gioco molto divertente. Oltretutto ricordo bene che giocai e finii il gioco sopratutto in multyplayer. Esperienza ancora più commovente se ci ripenso, sopratutto considerato i pochi titoli con coop decente che escono ora, in un periodo dove l’esperienza del multyplayer online rende tutto più esaltante. Ricordo inoltre quanto mi pareva figo che, dopo aver perso l’ultima vita, ricominciando a giocare salvavi il protagonista di turno dall’esplosione di un candelotto di dinamite!

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In tutto ciò, Final Fight, fu il primo gioco che davvero mi fece capire cosa voleva dire divertirsi col cooperativo. Se consideriamo che in quel periodo a parte Street Fighter e qualche gioco di calcio, di multyplayer ne vedevo poco, questa fu una sopresa molto ben accetta. Questo gioco si colloca in quel periodo breve ma intenso (anche se lunghissimo con gli occhi di un bambino) in cui ho posseduto il super nintendo, periodo che mi ha insegnato ad apprezzare i videogiochi e il giocarci assieme. Ma sopratutto che, non importa il numero di nemici, ma che sia menarli, sparargli, disintegrargli o distruggerli, farlo in due è più figo 😀

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Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari

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