Culto Retrogaming: Halo Combat Evolved

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Bentornati Cultisti con un nuovo appuntamento con Culto Retrogaming! Oggi voglio parlarvi di uno degli sparatutto più apprezzabili a cui abbia giocato! Parlo del primo capitolo della saga di Halo: Halo: Combat Evolved! Ma iniziamo a parlarne!

Prima avevo un ragazzo…poi è arrivato Halo. Chi non ricordi questa frase, sempre presente nelle pubbicità del famoso sparatutto uscito per Xbox nei primissimi anni del 2000? Molti amanti dei cari vecchi sparatutto di una volta ricorderanno il nome di questo fps che aveva certamente una carica in più e che arrivò come una bomba nelle nostre vite videoludiche.

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Personalmente ho amato questo gioco fin dalla prima giocata e, cosa rara per quel che mi riguarda, l’ho finito ad ogni difficoltà sia in singolo che nella bella modalità cooperativa. Ma partiamo dall’inizio. In Halo interpretiamo lo spartan Master Chief impegnato a combattere nelle file degli umani durante la guerra tra essi e gli alieni Covenant. Nel mezzo della guerra ci si troverà nei pressi di una costruzione a forma di anello per scoprire poi che essa contiene degli esseri chiamati Flood che uccidono ed intaccano come un virus ogni essere vivente che incontrano. Da qui inizia tutta una serie di vicende che porterà avanti la trama del gioco quanto meno per tutta la prima trilogia.

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Halo è un gioco interessante, intrigante ed avvincente. Trama ed azione di gioco riescono facilemnte ad attirare il giocatore che si diverte un sacco a partecipare all’avventura. E diciamocelo, in fondo chi non si è divertito giocando al primo capitolo di Halo. Posso capire quelli successivi, ma il primo era davvero ottimo. Viveva per conto suo proiettandoti nel mondo in cui si svolgeva. Spegnere la console pareva un affronto all’esercito umano impegnato a difenderci dagli attacchi di orde aliene pesantemente armate e da parassiti capaci di infettare buona parte degli esseri viventi dell’universo facendolo diventare come loro. Quindi ci mettevamo con calma a sedere, accendevamo la console ed imbracciavamo le nostre armi preferite (le mie erano fucile d’assalto, fucile al plasma e pistola ad aghi, le vostre?) per andare a ristabilire la pace nella galassia.

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Inoltre, anche se meno rispetto ai capitoli successivi, si potevano usare i mezzi presenti in campo in certi livelli. Quindi via, volevamo dare un po’ di pepe alla partita? Detto e fatto! Si saliva sul carro armato Scorpion e si iniziava a fare le cose nel modo più giusto! Insomma, Halo rappresentava un gioco capace di non annoiare e di rivelarsi vario ed interessante, caratteristiche che ora non sono più cosi scontate nei nuovi fps che, concentrati sopratutto sulla parte online, lasciano spunti davvero poco interessanti per la campagna offline. Insomma Halo Combat Evolved è un gioco che rigioco e consiglio di rigiocare con un accenno di nostalgia perché, certo, magari risente un po’ del tempo passato e ha difficoltà a competere con i giochi di nuova generazione con grafiche stupefacenti ed armi perfettamente riprodotte, però può donare diverse ore di un gioco diverso, divertente e sopratutto appagante.

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Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari

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