Culto Retrogaming: Medal Of Honor (1999)

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Aaaah cari vecchi FPS ambientati durante la seconda guerra mondiale. Ormai ce ne sono pochissimi e davvero raramente degni di nota. Parlando di questo tipo di giochi mi viene subito in mente un gioco di guerra a cui ho giocato fino a consumarlo ai tempi della Playstation 1, sto parlando di Medal Of Honor, in particolare del suo primo capitolo. Già, questa saga, ormai passata in secondo piano non reggendo troppo bene il confronto commerciale con titoli come Battlefield o Call Of Duty, è riuscita nei tempi andati a darmi un sacco di soddisfazioni ed a divertirmi molto. Solo recentemente, inoltre, ho scoperto che la trama del primo Medal Of Honor è stata scritta nientemeno che da Steven Spielberg, mentre per le musiche ci si era affidati a Micheal Giacchino.

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Insomma una preparazione in grande stile per un gioco che riusciva a divertire il giocatore presentando un ottima componente d’avventura immessa molto bene all’interno del contesto storico del periodo (presentata in modo perfetto nell’intro del gioco, che ci mostra in rapida successione eventi chiave dello sviluppo della seconda guerra mondiale, partendo dal suo inizio fino ad arrivare al 1944, anno in cui è ambietato l’inizio del gioco). Inoltre Medal Of Honor presenta una buonissima varietà di livelli che rendono il gioco divertente azzerando i momenti in cui la noia prende il sopravvento.

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Francamente da ragazzino mi divertii molto con questo titolo che riusciva, nonostante alcuni limiti, a divertirmi ed a farmi impersonare nel protagonista mentre svolgeva le sue missioni. Alcune di esse (ricordo con particolare amore/odio quella di infiltrazione) riuscivano persino a farmi arrabbiare a tal punto da farmi venir voglia di lanciare il gioco fuori dalla finestra. Il tutto nonostante che il fatto di essere scoperto non faceva fallire la missione ma la rendeva solo un po’ più difficile a causa delle poche armi di cui si disponeva.

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Da poco ho avuto modo di rigiocare a Medal Of Honor, è nonostante abbia trovato il sistema di comandi un po invecchiato e, a tratti, fastidioso devo dire di essermelo goduto al massimo divertendomi con questo sparatutto storico vecchio stile quasi più di quanto a volte mi riesca a divertire con i giochi moderni che ne condividono lo stesso genere. Inoltre ho trovato anche la grafica, per quanto molto invecchiata, godibile e capace di svolgere il suo compito nonostante i movimenti leggermente macchinosi dei nemici. Ma sono questi difetti che riscontriamo spesso in titoli di quel periodo (se escludiamo certi titoli, mostri sacri quasi perfetti, si intende) e che, almeno per quel che mi riguarda non hanno un eccessivo peso nell’esperienza di gioco. Sarà forse perché sono un amante dei giochi un po’ retrò, chi lo sa, per svelare il mistero non vi resta che prendere questo titolo, provarlo e dirmi che ne pensate!

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari