Culto Retrogaming: Metal Gear Solid

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Cari cultisti bentornati a una nuova puntata di Culto Retrogaming!
Oggi voglio parlarvi di un gioco che mi sta a cuore particolarmente tanto da annoverarsi tra i miei preferiti. Sto parlando di Metal Gear Solid!
Uscito per playstation nel 1999 (1998 in Giappone e USA) Metal Gear Solid è un gioco di azione e stealth. Molti hanno amato questo gioco. Io personalmente l’ho giocato e rigiocato fino allo stremo arrivando a ricordare a memoria ogni dettaglio dei vari livelli.

La trama è in poche parole questa: l-ex agente speciale Solid Snake, protagonista del gioco, viene suo malgrado coinvolto dal colonnello Campbell in una missione all’impianto di stoccaggio di scorie nucleare di Shadow Moses. L’impianto è occupato da un gruppo di terroristi, alla cui testa c’è un uomo chiamato Liquid Snake, che vuole i resti di Big Boss e un riscatto in denaro per non scagliare un attacco nucleare sul suolo americano. Oltre a normali soldati in campo sono presenti anche soldati “genetici” addestrati non sul campo ma in realtà virtuale. Missione di Snake è quella di capire se i terroristi possono davvero lanciare un’attacco nucleare e salvare il direttore della Armstech Kennet Baker e quello della Darpa Donald Anderson. Ovviamente la missione, già di persè complessa andrà ulteriormente complicandosi.

 

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Personalmente ho amato davvero questi gioco. La componente stealth è la caratteristica base del gioco e riesce a renderlo davvero appassionante. Il giocatore ha anche sott’occhio una mappetta che segna la mappa e la posizione dei nemici con tanto di movimento in tempo reale e coni visivi. Questi ultimi sono azzurri se il soldato è tranquillo, gialli quando ha visto qualcosa di sospetto e rossi quando sono in allarme. In caso di allarme la tua mappa fino a che la situazione di allerta non cessa di esserci. Per far cessare l’allerta il giocatore doveva evitare i soldati lo trovassero nascondendosi in qualche zona nascosta o usando oggetti utili al caso (come il mitico scatolone ad esempio). Oltre ai soldati il giocatore dovrà evitare di farsi scoprire da telecamere di sicurezza o di cadere in trappole e botole disseminate qua e la per la base.

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Ma la cosa che mi ha fatto maggiormente amare questo titolo non sta soltanto in queste cose o nel gran numero di oggetti e armi che puoi trovare. Punto di forza del titolo la trama intricata e ricca di colpi di scena e l’ottima caratterizzazione di ogni personaggio. Essa ti porta ad amare o odiare un determinato personaggio come fossi davanti a un buon film. Oltre ciò alcuni personaggi sono estremamente carismatici, come ad esempio Liquid Snake, capo del terroristi o lo stesso Solid Snake che utilizzi in gioco. E in ogni caso è difficile trovare un boss o personaggio principale che non sia ben caratterizzato o eccessivamente banale.

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Il tutto è condito da una grafica che è utile al suo scopo e non delude mai nonostante alcuni particolari. Il giocatore nelle normali missioni può nascondersi dietro a praticamente ogni particolare dell’ambiente per evitare i nemici o tendere loro degli agguati. Altra cosa che mi colpì molto fu il fatto che il gioco si presentasse come un’unica grande esplorazione della base che potevi più o meno girare tranquillamente senza una chiara divisione in livelli. Per quel che mi riguarda è stato uno dei primissimi giochi, se non il primo, che ho giocato ad essere strutturato in questo modo che, ai miei occhi, gli diede, già in partenza, una marcia in più. Di rado un gioco è riuscito a farmi appassionare come questo a trama e personaggi facendomi aspettare con ansia un nuovo capitolo della saga. Ho amato e amo tutt’ora giocare a questo titolo.  Consiglio a tutti quanti di giocarlo o rigiocarlo, magari andando a prendere anche i, meno conosciuti, capitoli precedenti della saga, cosi da gustarsi al meglio l’interezza della trama di gioco.

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari