Culto Retrogaming: Tekken 3

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Cari cultisti benvenuti ad un nuovo appuntamento con Culto Retrogaming! Quello di cui voglio parlarvi oggi è un titolo che sicuramente è rimasto tatuato nella mente di chi, come me, ha avuto uno dei suoi picchi videoludici davanti alla playstation 1, sto parlando di Tekken 3!
Certo, avrei potuto parlarvi del capitolo precedente, che mi prende pure meglio francamente, ma quello che mi preme raccontare qua è l’importanza che per me il terzo tekken a livello di gioco sopratutto con amici. Perché parliamoci chiaro, puoi avere un certo agonismo in Street Fighter, Mortal Kombat o Dead Or Alive, ma quello che si attacca tra amici videogiocatori, appassionati o meno di picchiaduro, quando si parla di Tekken 3 tocca l’apice.

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Davvero non vi è mai capitato, parlando di Tekken 3 con amici, di iniziare a vantarvi delle vostre capacità mentre un altro amico faceva lo stesso ed un terzo anche? Persino tra me ed il caro Sagana (l’altro admin di Culto) è successo. Una serie di vanterie inammissibili sfociate in un inevitabile serie di incontri uno contro uno, da far impallidire quelli di Goku contro Vegeta, per definire il migliore tra i due. Certo, perché qua stiamo parlando di quella bella presa bene che da ragazzini questo tipo di giochi ci saravano in corpo come solo di rado accade ora! Ovviamente la concezione di gioco è un po’ cambiata e, crescendo, riuscire a trovarsi in gruppo per una bella sessione di pestaggio videoludico diventa più arduo. Questo non può che farmi ricordare con una sorta di ammirazione la foga e l’abilità che io ed i miei amici del passato mettevamo nell’imparare ogni mossa a memoria riuscendo ad usarla nel momento più opportuno. Che questo accadesse in casa davanti alla console oppure in sala giochi (quella volta quando in questa piccola città arrivavano le giostre c’erano due sale giochi, ed in una di esse c’era Tekken 3) non importava. A ben pensarci al tempo si era dei veri master. E non parlo dell’abilità farlocca di prendere Forest Law e vincere facendo sempre la solita mossa (ve la ricordate? Quella giravolta con le gambe che gente di bassa abilità usa continuamente credendo di saper giocare..qualcuno ricorda come si chiamava?), ma di quella capacità di prendere il poser che gioca cosi a calci e pugni facendogli provare il vero dislivello di abilità tra noi e lui.

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Non importa che usassimo Lei, Yoshimitsu, Heihachi, Hwoarang oppure Jin Kazama di base di mosse ne sapevamo a pacchi! Mosse che potevamo usare in combattimento oppure nella modalità Tekken Ball, una delle cose più divertenti e non sense a cui io abbia giocato, in cui sconfiggevi degli avversari in una sorta di partita di Beach Volley in cui lo scopo era togliere vita all’avversario colpendolo con la palla o facendole toccare terra in campo nemico. Altra modalità d’importanza, che ha forgiato la nostra abilità e, sopratutto, i nostri nervi era la Tekken Force. Quella fantastica modalità stile picchiaduro a scorrimento composta di quattro livelli dove si incontrano nemico sempre più forti e boss di fine zona sempre più cattivi. Sono pochi gli eroi che conosco che sono riusciti a finirla senza troppe difficoltà!

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Insomma Tekken 3, è uno di quei giochi che certamente hanno fatto la storia dei videogiochi ma non solo, sono riusciti a influenzare anche la nostra storia come videogiocatori e questo, non è da tutti e non è nemmeno poco. Ora che le varie saghe di videogiochi sono andate avanti sia a livello tecnico che grafico, certamente ci sono delle possibilità di trovare giochi migliori, anche parlando dello stesso Tekken 6. Ma anche in questo caso, chi di noi, avendone la possibilità, non si metterebbe seduta stante a fare una bella sessione di Tekken 3 con gli amici? Con impropri e vanità incluse ovviamente!

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Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari