Culto Retrogaming: Tenchu – Stealth Assassins

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Prima dell’uscita di Metal Gear Solid, nel 1998 Tenchu teneva il record di miglior gioco stealth per la playstation 1 e per una buona ragione. Bentornati cultisti, per un altro tuffo nel passato, oggi come avrete capito, parliamo del primo capitolo di una saga leggendaria: Tenchu – Stealth Assassins!

Ricordo bene le giornate di “studio” dopo la scuola in cui avanzavo nei livelli di Tenchu lasciandomi scoprire molto più di quanto avrei dovuto ed ottenendo punteggi imbarazzanti a fine livello. Il gioco, rivisto oggi, era in vero piuttosto semplice; interpretando uno dei due personaggi giocabili: Ayame e Rikimaru, ci vengono affidate delle missioni Ninja, il cui obbiettivo è spesso eliminare il maggior numero di nemici senza farsi vedere da nemici, animali o innocenti e raggiungere il boss di fine livello che affronteremo apertamente.

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Non ci sono molte differenze nel gameplay nel caso scegliessimo un personaggio rispetto all’altro, cambia l’arma principale ( la katana per Rikimaru e due kodachi per Ayame) alcune linee di dialogo, alcuni commenti e i costumi alternativi, questo cambia nei successivi capitoli della saga dove viene dato maggior peso alla scelta dei personaggi.

 

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L’intero gioco si basa sul posizionamento dei nemici, il loro numero, il loro armamento e sul loro percorso di guardia, che dovremo imparare velocemente per ottenere il grado di Gran Maestro a fine di ogni missione. Grado che ci permetterà di ottenere oggetti speciali a fine di ogni missione che conteremo sulla punta delle dita, in quanto spesso estremamente utili, ma al contempo limitati nel numero. Oltre agli oggetti speciali ci saranno d’aiuto anche gli oggetti che potremo recuperare durante i livelli e dai corpi dei nemici, ed il fidato rampino, che ci permetterà di salire rapidamente sui tetti ed appigliarci alle sporgenze più lontane in modo da muoverci sopra ai nostri nemici e terminare la loro esistenza senza che se ne accorgano.

 

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Figlia di un’estetica stereotipata, ma al contempo funzionale, di musiche tematiche di stampo folkloristico giapponese e di una trama fatta di tradimenti, punizioni simboliche, battaglie per il ripristino dell’onore e guerre di potere, a vincere sul gameplay in questo gioco è l’atmosfera.

L’atmosfera che si respira in Tenchu è quella del giappone feudale dei samurai, l’epoca dell’onore e della via della spada e al contempo, l’epoca dei Ninja e delle lotte interne di potere. Temi già visti in giochi simili, ma privi dell’impatto di Tenchu.

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I dieci stage che dovremo affrontare proporranno una sfida di livello crescente, fino ad arrivare ad una difficoltà quasi “ingiusta” soprattutto per i giocatori che si apprestano a finire il gioco per la prima volta, i nemici saranno sempre più numerosi, ben protetti e le aree permetteranno loro una sempre maggiore visibilità, inoltre se verremo scoperti, i colpi di lama dei nemici faranno molto male dall’inizio alla fine del gioco, impedendoci di avanzare uccidendo tutti a viso aperto.

Per tale motivo il gioco invita il giocatore a riprovare ogni singolo livello più volte, fino ad impararne a memoria le strade, il posizionamento dei nemici ed il modo migliore per ucciderli velocemente inosservati.

Per concludere consiglio questo gioco a tutti i fan del Giappone, dei Ninja e dei giochi Stealth, seppur datato e vittima di comandi non sempre reattivi, Tenchu: Stealth Assassins è un ottimo titolo che merita di essere recuperato!

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!