Culto Retrogaming: Wolfenstein 3D

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Cari cultisti benvenuti al solito appuntamento con Culto Retrogaming!
Andando a parlare di grandi titoli fps, come abbiamo fatto ultimamente (salvo qualche eccezione) dobbiamo obbligatoriamente citare il grande Wolfenstein 3D! In esso impersoniamo William “B.J.” Joseph Blazkowicz, imprigionato dalle armate naziste nel castello di Wolfenstein (da qui il titolo). Quel che dobbiamo fare è semplice, scappare e uccidere tutto quello che osa mettersi sulla nostra strada fino ad arrivare all’epico boss finale Adolph Hitler equipaggiato con una tuta robotica.

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Niente da dire. Questo è un altro di quei fantastici titoli datati ma invecchiati divinamente. I vari livelli sono molto labirintici, sullo stile di Doom, e tutti molto simili tra loro. Questo non rovinerà l’esperienza di gioco che riesce a rimanere divertente per tutta la sua durata.Davanti a noi troveremo svariati nemici ognuno con qualche caratteristica diversa. Incontreremo vari tipi di soldati (SA,SS, ufficiali), cani (senza dubbio i più deboli) e i mutanti (i più duri da uccidere). Non temete, per farci strada riducendo in poltiglia gli avversari avremo a disposizione pistola e mitragliatori di vario tipo e svariati tipi di bonus per fortificarci!

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Ho giocato a Wolfenstein 3D nel periodo in cui ho consumato un sacco di sparatutto in prima persona vecchio stile. Secondo me è un’esperienza di gioco divertente e l’unica cosa che mi dava un po fastidio erano le aree di gioco tutte un po troppo identiche a se stesse. Tuttavia è secondario davanti a questo gioco storico e che riesce sempre a essere divertente! In definitiva Wolfenstein 3D resta un gioco assolutamente da giocare, sia per gli appassionati del retrogame sia per quelli degli fps che amano un sapore un po retrò.

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari