èStoria a teatro: Gli italiani al tempo della crisi – Il report –

èstoria teatro pordenone
èStoria a Teatro “Gli italiani al tempo della crisi”

“Gli italiani al tempo della crisi”, questo è il titolo che l’organizzazione di èStoria ha scelto per il terzo dei quattro incontri organizzati al Teatro Verdi di Pordenone e ideati per riscaldare i motori in attesa del Festival che si terrà a Gorizia dal 25 al 28 maggio 2017. Noi di Culto Underground c’eravamo e adesso abbiamo il piacere di condividere con voi il nostro report dell’evento, continuate a leggere l’articolo per sapere com’è andata la mattinata e per avere tutte le informazioni a riguardo.

La mattina di domenica 26 marzo a Pordenone c’erano più eventi in contemporanea: nella biblioteca civica la conferenza del ministro della giustizia Andrea Orlando, impegnatissimo nel suo tour nazionale come candidato segretario del PD e al Teatro Verdi la conferenza di èStoria con Roberta Carlini, Valerio Castronovo e, nelle vesti di moderatore, Piercarlo Fiumanò. Infine, elemento non trascurabile, anche un bel sole primaverile ha caratterizzato la mattinata e ha portato tante persone a passeggiare per le vie del centro città. Nonostante ciò, l’affluenza di pubblico all’evento targato èStoria è stata più che positiva e parecchie persone hanno affollato la platea del Verdi per assistere alla conferenza.

Ad annunciare gli ospiti che sono poi intervenuti dal palco ci ha pensato Enrico Vinti, uno dei giovani organizzatori e portavoce del festival di èStoria, che ha rapidamente introdotto gli argomenti principali e augurato una buona conferenza a tutte le persone presenti in sala.

Alcune suggestioni iniziali proposte dal giornalista Piercarlo Fiumanò hanno subito catturato l’attenzione del pubblico, probabilmente perché gli argomenti trattati erano attinenti con la quotidianità di tutti noi: a che punto è il Paese? Qual è l’origine della crisi e che cosa dobbiamo aspettarci da ora in poi?

Non si è fatta attendere la risposta dello storico Valerio Castronovo, che ha trovato le origini della crisi in motivazioni di tipo strutturale e con più di quindici anni alle spalle, addirittura – ha continuato Castronovo – questa crisi potrebbe mettere in discussione il ruolo strategico dell’Italia in Europa e minare la tenuta sociale e l’identità del nostro Paese.

Molto interessante l’approfondimento conclusivo con cui lo storico ha esaurientemente risposto alla prima tranche di quesiti: non dobbiamo pensare che il futuro del nostro Paese e le prospettive per una vita dignitosa possano essere delegate solo alle istituzioni, seppur quest’ultime hanno una grandissima responsabilità, ognuno di noi deve essere pronto a fare la propria parte e dimostrare il suo senso civico.

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Roberta Carlini mentre parla al pubblico

Sfruttando la nota propensione della giornalista Roberta Carlini ad affrontare tematiche inerenti l’economia, la società, il lavoro e questioni di genere, Fiumanò ha quindi spostato l’attenzione dalle prospettive future alle conseguenze sul presente: qual è l’impatto sociale della crisi?

L’approfondimento della giornalista Carlini ha per lo più affrontato il tema della famiglia, non a caso – ha affermato Carlini – negli ultimi anni c’è stato un dimezzamento dei matrimoni e la famiglia, intesa come quel nucleo sociale che unisce due o più individui, sta diventando sempre più fragile. In Italia la situazione è ancora in grado di garantire una certa stabilità, ma ciò che è certo è che l’istituzione “famiglia” è sottoposta ad ampie dosi di stress: mancanza di lavoro, calo demografico, politiche inadeguate e così via.

Se dovessi realmente cercare delle grandi differenze fra “gli italiani al tempo della crisi” potrei fare anche un paragone con la crisi degli anni ’20, ma le situazioni non sono confrontabili fra loro perché diametralmente differenti, insomma – ha concluso la giornalista – il vero divario è fra i giovani di adesso e i giovani di quarant’anni fa: oggi non c’è mercato del lavoro, la crisi immobiliare è stata ed è un grave problema e il calo demografico diventa ogni giorno un dato più allarmante.

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La platea di èStoria a Teatro ascolta gli ospiti

Se è vero che l’Italia non se la passa poi tanto bene, sarà pur vero che possiamo parlarne anche partendo dal fatto che siamo parte dell’Unione Europea e quindi è possibile ampliare il dibattito a una dimensione europea. Allora, proprio in quanto europei, Fiumanò ha posto l’interessante quesito successivo: siamo stati abituati a pensare all’Europa come a una prospettiva positiva, perché tutto questo oggi si sta sgretolando?

Secondo lo storico Castronovo la risposta va cercata nel fatto che non è ancora stata abbandonata l’idea di un’Europa Federale Politica, se è vero che in un primo momento come italiani abbiamo pensato che la moneta unica potesse essere un preludio anche per un’Unione Politica Europea, una volta raggiunta l’unione monetaria abbiamo avuto un momento di rilassatezza e, a differenza della Germania, non abbiamo saputo sfruttare la moneta unica.

Bisogna anche dire però – ha concluso lo storico – che la situazione della Germania era ed è tutt’oggi molto differente da quella italiana, i tedeschi dopo l’unificazione fra est e ovest hanno dovuto fare grandissimi sforzi per integrare e rilanciare l’economia dell’est. Ed è proprio grazie a questi grandi sacrifici fatti negli anni precedenti che nel 2005 la Germania della Merkel è riuscita a ripartire e poi a occupare la posizione di leadership che oggi ricopre in Europa.

Se l’excursus europeo ha permesso al pubblico presente in sala di chiarirsi le idee, o per lo meno di ascoltare un’opinione autorevole, a riguardo delle risposte che potremmo attenderci da Bruxelles, l’attenzione di Fiumanò è poi ritornata alle famiglie italiane: che cosa sta accadendo nelle famiglie in un’epoca di crisi?

Secondo l’opinione di Roberta Carlini un dato che andrebbe certamente tenuto a mente, se guardiamo alla composizione di genere, è che la maggior parte delle persone che hanno perduto l’occupazione in questi anni di crisi sono uomini. Infatti – ha continuato la giornalista – i settori più colpiti sono stati proprio quelli dove l’occupazione maschile trova il più grande accesso: edilizia, industria pesante e finanza. Questo, in parte, ha quindi portato molte donne a dover accettare occupazioni che altrimenti non avrebbero nemmeno considerato perché dequalificanti, con un paga bassa o comunque non idonee alle aspettative.

In conclusione di conferenza un ultimo riferimento a riguardo dell’importanza delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro e alla quarta rivoluzione industriale, che porterà la produzione dell’industria a essere del tutto automatizzata e bisognerà per questo essere in grado di formare dei lavoratori con competenze specifiche nelle nuove tecnologie.

Moltissime e attuali le tematiche affrontate nel terzultimo appuntamento di èStoria a Teatro, il prossimo appuntamento intitolato “L’Italia in scena” è previsto per il 23 aprile 2017 alle ore 11:00 al Teatro Verdi di Pordenone e rigorosamente a ingresso gratuito. Per quanto concerne la XIII edizione del festival èStoria non manca tantissimo dato che è in programma dal 25 al 28 maggio 2017 a Gorizia.

enrico vinti gorizia
Enrico Vinti introduce gli ospiti
èstoria teatro pordenone
Da sinistra: Roberta Carlini, Piercarlo Fiumanò e Valerio Castronovo
pubblico ascolta èstoria
Roberta Carlini, Piercarlo Fiumanò e Valerio Castronovo

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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