éStoria a Teatro: Storia e identità d’Italia – Il report –

copertina èStoria a Teatro
èStoria a Teatro

Carissimi amici e amiche di Culto Underground, questo venerdì usciamo un po’ dagli schemi e invece della consueta recensione vi proponiamo un nuovo report. Siamo stati al primo di una serie di incontri organizzati dai nostri amici di èStoria, in collaborazione con il Teatro Verdi di Pordenone, sul tema dell’identità italiana e che si svolgeranno una domenica mattina al mese in attesa del Festival Internazionale della Storia di Gorizia previsto per il 25-28 maggio 2017.

Lo scorso 22 gennaio eravamo al Verdi di Pordenone per scoprire il progetto nominato “èStoria a Teatro”, nato con l’intento di proporre al pubblico ben quattro incontri sviluppati a partire dal titolo “Essere italiani: forme, invenzioni e prospettive di un’identità”.

Il primo impatto con il Teatro Verdi di Pordenone è stato sicuramente suggestivo, anche grazie alla tematica dell’incontro oltreché all’esperienza degli ospiti invitati ad argomentare e approfondire la storia e l’identità d’Italia, la platea del teatro era gremita di persone. Ad aprire l’incontro pubblico il presidente del Verdi Giovanni Lessio, che si è detto ben contento di ospitare una serie di eventi ad alto contenuto storico e culturale e ha confermato l’impegno del Verdi affinché possa essere valorizzato l’asse fra le due realtà di Pordenone e Gorizia.

Il microfono è poi passato nelle mani di Enrico Vinti che ha fatto le veci del dott. Ossola (ideatore del Festival) e con un po’ di emozione ha ribadito quanto la collaborazione fra il Teatro Verdi di Pordenone e l’Associazione Culturale èStoria sia strategica ai fini dell’approfondimento del tema dell’identità italiana.

Dopo gli applausi, il compito di moderare l’incontro è stato affidato al giornalista e scrittore Armando Torno. Il taglio giornalistico e d’inchiesta è risaltato fin dalle prime fasi dell’incontro, sono stati davvero tanti i temi messi nel calderone dal giornalista, fra gli altri: l’Inno d’Italia, prospettive per il Paese e identità italiana.

Molto apprezzato l’intervento di Marcello Veneziani che ha dato forte rilevo all’attuale condizione socioeconomica dell’Italia partendo da un semplice quesito: “cosa ne resta dell’Italia?”. La perplessità dello scrittore e saggista italiano derivano dall’altissimo tasso di disoccupazione generalmente diffuso in Italia e che, a suo dire, è un evidente segnale della profonda crisi attraversata dal Belpaese.

oratori a conferenza èStoria
“Storia e identità d’Italia”

Ha illustrato il suo punto di vista anche lo storico e docente di storia contemporanea all’Università di Teramo Guido Crainz, più attento a ricordare il grande patrimonio storico del nostro Paese con l’obiettivo di non abbandonarsi allo sconforto e alla rassegnazione ma di puntare sempre di più sulle qualità delle nostre eccellenze. Insomma, bisognerebbe ripartire dalle “rovine della bellezza italiana”.

I temi affrontati hanno sempre tenuto alta l’attenzione dal parte del pubblico, molto attento nell’ascoltare le diverse posizioni espresse dai due oratori, che a volte hanno espresso anche pareri discordanti. Molto acceso il confronto sull’Inno Nazionale, forse proprio perché uno dei simboli che contraddistinguono gli italiani e la loro identità.

Chiaramente, parlando di simboli, non poteva mancare un breve excursus a riguardo della bandiera, come simbolo di un’identità nazionale condivisa. Proprio a detta di Guido Crainz, la bandiera può racchiudere il significato della propria identità italiana, che in un mondo globale vorrebbe dire dare importanza alla comunità italiana.

In conclusione un appassionato approfondimento geopolitico di Marcello Veneziani che, partendo dalla crescita delle tecnocrazie in Italia e passando per l’irrisolta questione dei fenomeni migratori, è arrivato a parlare dell’influenza americana e di quanto incida sulla quotidianità della nostra Penisola.

Prima dei saluti e dei numerosi interventi del pubblico, che hanno riguardato diversi argomenti, fra cui anche quello del ruolo dell’Unione Europea, i due relatori hanno dato le loro risposte a un’ultima domanda: “dove le troviamo le energie per la nostra identità?”. La risposta è stata semplice e al contempo molto chiara: bisogna ripartire dalle tradizioni. Sia beninteso, non da una sorta di “culto” del passato ma da una costruzione sulle solide fondamenta di ciò che è stato per poter fare dei passi in avanti e credere in un futuro che non sia cancellazione del passato, bensì la capacità di tradurlo nel presente.

pubblico èStoria
La platea di “èStoria a Teatro”
Enrico Vinti introduce “èStoria a Teatro”
Guido Crainz, Marcello Veneziani e Armando Torno a èStoria
Da destra: Marcello Veneziani, Armando Torno e Guido Crainz

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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