Intervista: Andrea Cerovac

Vincitore del Premio Speciale “Finestra sul Cinema FVG” al Cervignano Film Festival 2014 Andrea Cerovac è un tranquillo ragazzo impegnato negli studi al DAMS di Gorizia. Ed è proprio la che l’ho conosciuto e abbiamo fatto quattro chiacchiere su cosa vuol dire vivere la vita del regista emergente e alle prime armi. Ne è venuta fuori un’intervista da cui si possono trovare spunti interessanti!

D) Parliamo un attimo del mondo artistico di cui fai parte, raccontami com’è nata questa tua passione per il cinema che ti ha portato a fare quello che fai e a fare i primi passi nel mondo della regia e della sceneggiatura.

R) La mia passione per il cinema è nata quando ero piccolissimo. Fai conto che già a sei anni avevo detto a mio padre di voler fare il regista. Questo perché qualche anno prima mio fratello mi aveva fatto vedere in televisione “The Goonies” ed ero rimasto ammaliato da questo film che parlava di un gruppo di ragazzini che vivono quest’incredibile avventura. Insomma, con gli occhi di un bambino non puoi che innamorarti di una storia del genere. Penso che sia da quel punto che è nata questa passione. Mi piaceva vedere vari film con la classica ingenuità del bambino che dice “da grande voglio fare il regista”. Arriviamo così a 12 anni quando esce “Kill Bill Vol.1.” Mio fratello mi consigliò di andare a vederlo dicendo che secondo lui, il film mi sarebbe piaciuto. Io a quei tempi non avevo idea di chi fosse Tarantino. Infatti quando vidi che era il suo quarto film mi chiedevo “Chi è questo Quentin Tarantino?” (ride) . Ai tempi avevo ben presente solo la locandina di Pulp Fiction ma non avevo idea di cosa si trattasse. Un giorno capita che devo andare al cinema con mia madre e vedendo che c’è Kill Bill la convinco ad andare a vederlo. Ora, se tieni conto che a mia madre non piacciono i film se sono violenti o cose del genere, puoi immaginare che dopo averlo visto il film mi ha mandato a quel paese (ride). Però per me la visione di quel film a quell’età è stata una bomba atomica. La sono esploso e la è nata la mia vera cinefilia. Da li oltre a essermi visto tutti i film di Tarantino, da buon cinefilo e non da “Tarantiniano rimasto”, sono andato a cercarmi tutti i possibili registi e mi sono costruito una mia personale cultura cinefila. Da quel punto in poi ho scritto sceneggiature per anni. Già alle medie avevo scritto due storie a puntate per il giornalino scolastico, e dai 16-17 anni ho fatto anche qualche prova di regia. Un esperienza molto importante mi è capita nel 2011 quando avevo appena finito le scuole superiori. A Trieste c’è il “Premio Matador”, che è un premio per sceneggiature cinematografiche, che stava organizzando la produzione di un cortometraggio la quale sceneggiatura aveva vinto il concorso. Siccome il budget era molto basso e chiedevano volontari mi sono fatto avanti per provare. Così sono andato a fare l’aiuto scenografo per questo cortometraggio che si chiamava “Dirty Tony” diretto da Daniela Ciavarelli, facendo così la mia prima esperienza. Da questa esperienza mi sono messo in testa di iniziare a fare qualcosa di serio e fatto bene. Dato che ai tempi non avevo i mezzi dovevo farmi aiutare da qualcuno. Questo aiuto l’ho trovato nella FalCrow Production, casa di produzione video di due miei amici dalle scuole superiori, cioè Claudio Osvaldini e Alessandro Falcone che ai tempi avevano iniziato questo progetto che adesso si concentra principalmente su video di Break Dance e cose simili. Io gli presentai l’idea del mio primo cortometraggio che era “Communicate” e accettarono. A quel punto abbiamo fatto il corto, che ha avuto un discreto successo, ed è stato il punto di partenza da cui ho continuato, arrancando e cercando tanta gente che mi aiutasse a fare tutto quanto. Insomma questi sono stati più o meno gli inizi.

D)Qual’è stato il tuo percorso personale all’interno di questo ambiente? Come ti sei trovato? Che difficoltà hai avuto?

R) Fortuna vuole che la mia prima esperienza sia stata, come ti ho già detto, su un vero set affianco a professionisti con “Dirty Tony”. Questa esperienza mi ha fatto assaporare come si lavora su un set serio permettendomi di scoprirne le dinamiche. Anche perché non ero un semplice spettatore, ma facevo parte del reparto di scenografia e così ho fatto esperienza di scenografia. Questo mi ha dato l’idea di come si dirige qualcosa di serio dandomi la forza di dire, “posso provarci”. A livello di esperienza nel campo della sceneggiatura sono un autodidatta. Ho sempre cercato di scrivere per conto mio cercando di capire come farlo per il meglio. Un giorno mi hanno regalato la sceneggiatura di “Bastardi Senza Gloria” di Tarantino, grazie a cui ho potuto capire come si struttura una sceneggiatura americana e questo mi ha aiutato molto. La regia l’ho iniziata a imparare andando a produrre i miei corti, ma mi rendo conto che mi serve ancora molta esperienza. Per quanto riguarda la produzione è stata sempre un po’ difficile, almeno per questi primi tre corti, perché non avendo mezzi ho sempre dovuto trovare qualcuno che mi aiutasse. Fortunatamente dopo nascono le amicizie e si riesce a fare meglio. Ovviamente quando fai una cosa indipendente, quasi a zero budget, le cose sono difficili, per cui devi giocare sulla volontà della gente che ti viene ad aiutare. Devi trovare persone che credono in te e nel progetto e a cui fa piacere aiutarti. Fortunatamente con “The Z-Parade”, l’ultimo corto che sto producendo, ho potuto anche investire su alcuni elementi che hanno lavorato alla produzione, anche perché se ne hai la possibilità in questi casi, è giusto ricompensare il duro lavoro che viene fatto per rendere il tuo progetto accettabile.

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Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari

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