INTERVISTA: Raffaello Indri

Da sempre qui su Culto Underground siamo attentissimi alle nuove uscite degli artisti, sia a livello locale che nazionale, scrivendo le nostre impressioni a riguardo, pubblicando interviste, recensioni e quant’altro. Quindi, con piacere, vi invito a leggere la nuovissima intervista a Raffaello Indri, uno fra i chitarristi più in gamba che c’è in Friuli Venezia Giulia e in Italia, che con i suoi FRANKENSTEIN ROOSTER ha recentemente pubblicato un album dal titolo “The Nerdvrotic Sounds’ Escape“.

QUALCHE INFORMAZIONE

Quando agli inizi di Gennaio, Raffaello e io ci incontrammo casualmente al centro commerciale “Tiare” di Villesse, parlando, mi disse che da lì a poco avrebbe pubblicato un nuovo lavoro con i Frankenstein Rooster. Subito gli proposi l’idea per un’intervista e con entusiasmo mi confermò che avrebbe partecipato. Così, dopo esserci scambiati i contatti e scritti qualche e-mail, siamo giunti al momento in cui poter finalmente condividere con i nostri seguaci il lavoro svolto.

PRESENTAZIONE: Raffaello Indri

Attuale chitarrista degli Elvenking, Frankenstein Rooster, Harduo ha militato in diverse altre formazioni di genere diverso (Burnin’ Dolls, Garden Wall, Rain, East Cargo, Deja, After Globuli).
Da sempre attivo sperimentatore, ama contaminare il genere Hard rockMetal con elementi di ricerca ritmico-melodica provenienti dalla musica Classica, Etnica e dalla musica Jazz.
Dopo gli studi della chitarra classica si è diplomato in chitarra elettrica presso la prestigiosa Accademia Lizard di Fiesole con 30 e lode e menzione speciale, dal 2001 è insegnante abilitato Lizard.
Attualmente è sotto contratto con la AFM Records tedesca e la Folkest Dischi CNI.
Ha suonato in importanti festival e locali in America, Russia, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera, Austria, Polonia, Israele, Inghilterra, Slovacchia, Spagna ed ha all’attivo numerosi cd.
Da diversi anni collabora con la rivista nazionale Chitarre in qualità di recensore di eventi e curando le rubriche didattiche “Heavy Me(n)tal” e “Metal Bag”.
Ha realizzato diversi testi didattici a supporto delle sue lezioni per gli allievi che vogliono intraprendere percorsi professionali.
Da dieci anni cura la programmazione del concerto per chitarristi “Guitar X-Perience”.

INTERVISTA

Entriamo nel vivo del tuo nuovissimo lavoro, “The Nerdvrotic Sounds’ Escape” che cosa ha e cosa invece non ha, in comune con le tue precedenti pubblicazioni?

The “Nerdrvotic Sound’s Escape” vuole essere un disco che riassume tutti gli aspetti del mio stile; senz’altro ci sono un sacco di riferimenti ai dischi del passato in cui sono stato coinvolto in qualità di compositore. Negli anni l’esperienza è cresciuta e mi sento di aver messo a fuoco una direzione artistica ed uno stile che mi rappresentano appieno. Mi piace contaminare i generi musicali, sperimentare mi piace l’energia dell’ Heavy Metal e la rassicurazione di una buona melodia. In quest’ultimo lavoro ho cercato di far confluire quindi quante più sfumature musicali hanno caratterizzato i miei ultimi anni di studio e di esperienze.

Qual è stata l’ispirazione per questo nuovo album? Cosa ti ha spinto a fondare questo progetto?

Ho formato la band nel 2008 insieme al mio amico chitarrista Marco Celotti. Lo scopo era di creare un progetto strumentale di divertimento, dove mischiare i generi musicali con un attitudine allegra e scanzonata. L’idea musicale doveva anche essere supportata da un fumetto che però non è mai stato realizzato. La storia è rimasta solo nella mia testa e in qualche bozza sparsa. Abbiamo quindi realizzato un disco nel 2009 dal titolo “The Mutant Tractor” dove ogni brano era associato a un personaggio del fumetto. A distanza di anni insieme all’amico batterista Camillo Colleluori abbiamo deciso di ridare vita al progetto arricchendo la proposta iniziale con elementi elettronici, sonorità più heavy prog e citazioni cinematografiche.
Di fatto per entrambi si è maturata l’esigenza di avere una valvola di sfogo creativo dove far confluire le più svariate idee senza dover per forza seguire dei cliché musicali e senza incanalarsi in un genere musicale chiuso e definito.

Con gli Elvenking proponete delle sonorità tipiche del power metal; quindi differenti da quelle che proponi con questo nuovo lavoro. Hai cercato di spaziare in ambiti musicali diversi? Componevi già questi brani in passato o è cosa recente?

Gli Elvenking hanno una storia di band legata al mondo Folk, Power Metal consolidata da consensi e fan che amano un certo mondo visivo e musicale che ha le sue regole comunicative.
Quello che propongo con i Frankenstein nasce da un’ esigenza di libertà espressiva senza paura di scontentare nessuno se non me stesso. Fin dalle mie prime composizioni ho sempre cercato di perseguire l’intento di fare qualcosa di originale virando spesso la via qualora percepivo che quello che avevo composto era simile a qualcosa di già sentito. Chiaramente i risultati raggiunti non sono sempre stati un successo commerciale ma sicuramente hanno appagato una mia visione artistico-musicale. Negli anni, studiando composizione e arrangiamento, ho maturato la capacità di analizzare i diversi generi musicali e creare delle composizioni funzionali alle richieste di band o richieste lavorative.

Rispetto al passato come sta evolvendo l’alchimia tra te e i componenti dei tuoi gruppi?

Devo dire che negli anni il vivere le gioie e i dolori delle attività musicali ti fa maturare una maggiore complicità con i compagni di band ed una maggiore comprensione delle problematiche e delle dinamiche personali; senz’altro nel confronto continuo l’affiatamento aumenta e ne giova anche l’alchimia d’insieme.
Poi, a seconda delle personalità in gioco si creano legami d’amicizia diversi, se faccio riferimento ai Frankenstein Rooster la band rappresenta il coronamento di un’amicizia duratura con Camillo Colleluori fatta di un vissuto lavorativo simile e di una visione artistica che ci ha sempre uniti.

Immaginando di poter viaggiare nel tempo e di poter andare nel futuro, c’è una cosa che ti piacerebbe sapere in anticipo?

In realtà la mia curiosità per il futuro è più legata alla mia vita privata che qui non divulgherò… Mi capita però spesso di pensare al futuro ponendo l’attenzione a come sarà la terra fra 100 anni e quello che so in anticipo è che nessuno di noi sarà presente ma solo qualche piccola testimonianza del nostro passaggio. Questo pensiero che in parte dovrebbe spaventare in realtà porta con se una tale serenità che mi fa vivere al motto “Keep calm smile and listen good music”. Comunque, se proprio potessi fare un viaggio nel futuro magari il sapere qualche risultato di calcio o del Superenalotto potrebbe avere qualche beneficio.

Nella tua musica è forte la componente evocativa/scenografica, diciamo che è un elemento fondamentale. C’è qualche epoca, movimento o status symbol, di riferimento per te?

A seconda di cosa sto componendo mi si visualizzano nella mente delle immagini di paesaggi qualche volta dettagliatissimi ed altre volte così essenziali da percepire solo delle chiazze colorate. Non posso parlare di riferimenti ricorrenti che identificano un movimento stilistico preciso o un’artista a cui fare riferimento senz’altro rimango influenzato dai viaggi, da nuovi paesaggi o tante volte semplicemente dai film, fumetti o libri che leggo. In questo i miei gusti sono legati al mondo della fantascienza, fantasy, fanta-horror e tutto quello che riguarda le discipline orientali dalle arti marziali al pensiero Zen.

La tua esperienza musicale è più che decennale, tant’è che impartisci lezione di chitarra ad alcuni allievi. Che esperienze ti ricordi maggiormente di questi anni? Cosa vedi nei giovani talenti che approcciano alla musica oggi di diverso rispetto a quando tu hai cominciato?

Pensando agli ultimi anni senz’altro i ricordi musicali e le esperienze più intese sono quelle legate a concerti lontani migliaia di chilometri da casa dove affianco alla musica si sono mischiati il piacere di vedere posti nuovi assaporare, per quanto in piccole dosi, culture diverse e percepire una fratellanza con le persone, fan, organizzatori e musicisti dettata dalla stessa passione per la musica.
Per l’altra domanda i giovani d’oggi li vedo molto fortunati nel poter accedere ad una valanga d’informazioni. Con internet tutto e reperibile a portata di un click, ci sono in giro scuole di musica valide, ottimi professionisti della didattica quindi le opportunità di crescita sono moltissime.
Ma in questa frenesia di informazioni vedo svilito lo spirito di sacrificio per una formazione completa e professionale vedo, per quel che riguarda la chitarra, la rincorsa a postare video di qualche esercizio o di qualche assolo famoso mantenendo un interesse superficiale per lo studio della musica come a dire cosa serve studiare tanto se poi basta fare l’assolo di “Malmsteen” per avere molti più consensi rispetto al fare un brano proprio. Sembra che sia più appagante e rassicurante percorrere sentieri già battuti piuttosto che addentrarsi verso una via più personale. Certo non tutti hanno la vocazione artistica e le motivazioni nel suonare possono essere diverse, ma sono convinto che se nel mondo della musica originale ci fossero più soldi o sussidi come succede nel nord europa i giovani sarebbero più motivati nel mettersi in gioco seriamente a favore di una crescita professionale e artistica a vantaggio di tutto il settore. Questo non toglie che ci siano delle eccezioni ovvero per fortuna conosco un sacco di ottimi giovani musicisti motivati e talentuosi ma rimangono appunto delle eccezioni, talvolta sopraffatte da chi usa “furbamente” i mezzi di comunicazione.

Oltre a suonare, insegnare musica e ai concerti, quali sono le tue passioni?

Le mie passioni rimangono il cinema, le arti grafiche, i fumetti mi piacciono anche le arti marziali soprattutto il Ju-Jitzu anche se la passione non è supportata da un allenamento costante ed adeguato. Tra i buoni propositi per quest’anno c’è l’idea di riprendere ad aerografare, mi manca molto il mettermi in gioco con i colori e le immagini.

Quali sono i prossimi concerti, festival e appuntamenti a cui parteciperai?

Al momento abbiamo alcuni concerti tra il Veneto e il Friuli per la promozione del disco dei Frankenstein mentre con gli Elvenking abbiamo qualche concerto in Italia e in alcuni importanti festival europei. Tutte le info le potete trovare sul mio nuovo sito: www.raffaelloindri.com

C’è qualcosa che vorresti dire/dirci prima di salutarci? Noi ti ringraziamo per la cortesia che ci hai dimostrato.

Grazie a voi per l’attenzione verso miei progetti, mando un saluto tutti i lettori ringraziandoli anticipatamente se concederanno un po’ del loro tempo per ascoltare il “Franken-Nerdvrotico” disco. Per chi avesse piacere, due brani sono caricati su youtube. Spero di vedervi a uno dei miei prossimi concerti. \,,/

CONCLUSIONI

Scrivete le vostre impressioni a riguardo di questa nuova intervista nello spazio per i commenti. Inoltre restate sintonizzati, perché presto verrà pubblicata la recensione del nuovo Cd dei FRANKENSTEIN ROOSTER!

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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