Intervista: Stefano Testa drummer

Bentornati amici di Culto Underground, oggi voglio parlarvi di Stefano Testa, batterista, percussionista, drum jockey, insegnante e fonico. Ci ha concesso un’intervista in esclusiva per noi di Culto, andiamo a leggerla insieme.

INTRODUZIONE

Stefano intraprende l’attività musicale in giovane età, suonando e studiando batteria dapprima come autodidatta e in seguito frequentando il corso di batteria e percussioni con l’insegnante Antonio Scotillo presso il Centro Studi CE.S.M di Treviglio (Bg), dove affina anche le sue conoscenze di melodia e armonia. Dal 2008 insegna batteria in diverse scuole e centri musica di Milano, Monza e Bergamo. Ha militato sin dal 1999 in varie formazioni musicali come Flaminsane (Heavy Metal), Raven Ice (Hard-Rock), Dixi Sound (Pop/Rock/Funk/Dance), Operanoire (Dark-Electro Rock), esibendosi su molteplici palchi e registrando linee di batteria sia per le stesse band, sia per vari progetti personali, sia come session member, pubblicando due singoli, due demo e un full length (Flaminsane, Km33 Production, Ananke). Dal 2008 fa parte della prog-metal band Ananke. Nel 2009 redige la rubrica di carattere tecnico/batteristico “TM Blast Beats” per Truemetal.it, la più importante webzine metal in Italia, che ottiene oltre 50.000 visite e centinaia di pareri positivi. Tra il 2010 e il 2012 consegue alcuni endorsement e collaborazioni commerciali quali bacchette MrDrum, Evans Drumheads e rullanti artigianali Csm. Nel 2011 fonda  la Ananke Records, società che lavora in ogni ambito del settore musicale. Parallelamente si occupa nello stesso anno della direzione artistica della Km33 Records, etichetta indipendente di recente nascita. Dal 2012 si direziona verso il mondo del Djing e Producing, specializzandosi nella figura del cosiddetto “Drum Jockey“.

INTERVISTA

Abbiamo spedito qualche domanda a Stefano via mail: per prima cosa vorrei chiederti, come hai deciso di esprimerti con il tuo progetto di batterista solista?. Di solito c’è sempre una band, non pensi che questa tua scelta possa portare qualcuno a sbagliare l’interpretazione del tuo personaggio?.

Domandina semplice semplice! Avete tempo? Tutto è cominciato circa 4 anni fa, era un periodo in cui mi capitava di studiare sulla batteria acustica svariate ore al giorno e proprio lo studio di determinati argomenti mi aveva portato a dotarmi di una centralina elettronica. Col passare del tempo mi domandai se non avessi potuto sfruttarla in maniera più completa, fu così che iniziai a collegarci anche dei pad, poi progettai e creai i miei Head Pedals, arrivando in breve tempo alla decisione di dotarmi di una V-Drums. Nello stesso periodo militavo in svariate band come batterista, figura che dopo anni di gruppi ed esperienze conformi agli “standard” non nego cominciasse a starmi stretta. Dedicai sempre più tempo ai miei progetti personali e a generi musicali elettronici da me sempre amati ma fino a quel momento poco approfonditi, sino al punto di investirmici quasi totalmente, scelta che assolutamente non rimpiango. La figura del batterista così come la conosciamo penso sia destinata a cambiare, anzi sta già cambiando: quindici anni fa la maggior parte dei top drummers a livello mondiale lo erano poiché membri di una top band, oggi invece si moltiplicano i casi in cui grandi batteristi arrivano a farsi conoscere per quello che fanno ancora prima che per la band in cui militano, basti pensare a Jojo Mayer. Quindi non sono minimamente spaventato dalla quasi unicità della mia figura, anzi penso che mi porterà col tempo a traguardi difficilmente raggiungibili come batterista classico, inoltre nulla mi vieta di sviluppare il tutto anche in gruppo in futuro.

Quello che si nota ascoltando/guardando i tuoi video su Youtube è che cerchi sempre di mescolare musica e arte (videogames, film ecc.), sembra che una sola attività non ti basti, è così?.

Si è vero, diciamo che mi piace mischiare alla musica altre mie grandi passioni, cercando di dare sempre un tocco di originalità ai miei lavori. Non è sempre facile riuscirci senza rischiare di cadere nel banale ma se posso farlo mi ci butto a pesce!

Raccontaci un po’ di come è nata la decisione di avvicinarti alla musica, quali sono le band che apprezzi di più e quali hanno maggiormente influito sulla tua formazione musicale…

Cominciai a suonare la batteria da ragazzino, la strimpellavo occasionalmente qua e là e quando un caro amico mi chiese di formare una band colsi l’occasione, anche un po’ per gioco se vogliamo. Poi i tanti studi, i gruppi, i concerti, insomma il classico iter di ogni musicista. Non c’è mai stata una band, un batterista o un familiare che mi ha dato l’input per iniziare di punto in bianco, è stata una cosa davvero molto graduale.

Le band e gli artisti che apprezzo sono stati e sono tutt’ora così tanti che non basterebbero cento interviste per citarli tutti, pochi lo crederebbero ma ho sempre ascoltato, studiato e suonato davvero di tutto, dal jazz al metal, dalla classica all’elettronica.

Con l’avvento dei social network l’approccio al mondo della musica è molto cambiato, tu che rapporto hai con questi mezzi di diffusione?. Pensi che l’attività di promozione dell’ artista si possa concludere con delle condivisioni su Twitter, Facebook e Instagram?.

Personalmente mi baso tantissimo su questi mezzi di diffusione, li ritengo ormai una base imprescindibile di ogni artista. Chiaramente la promozione si deve basare anche su molto altro, non bastano certo un paio di post su Facebook o un video su Youtube, ma sono certamente un ottimo modo di ottenere visibilità.

Quali sono i tuoi stili preferiti?. Potresti performare Heavy Rock come anche una ballad?.

Ti dirò, nonostante le apparenze nella mia carriera ho suonato nelle più disparate situazioni, ho avuto gruppi rock, pop, collaborazioni jazz e giusto quest’Estate ho registrato le batterie per il secondo album degli Ananke, la mia prog metal band storica. Tutt’ora mi arrivano numerose proposte d’ingaggio, se i presupposti sono buoni accetto di buon grado, indipendentemente dal genere musicale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?. Programmi un disco o comunque di andare in studio a registrare nuovo materiale?.

Di progetti in ballo ne ho davvero tanti, a parte il nuovo album degli Ananke sto scrivendo nuovo materiale per il mio progetto solista, con il quale penso di iniziare l’attività live nel prossimo anno. Sempre in questo senso sto girando altri video e mettendo in banco qualche collaborazione.

Bene, Stefano ti ringrazio per l’intervista e ti lascio dello spazio se vuoi scriverci qualche ultima considerazione, un saluto o qualcosa che ancora non abbiamo trattato.

Salutandovi sono io a ringraziare voi per l’intervista. Saluto anche coloro che la leggeranno e ne approfitto per invitarli sul mio sito e sul mio canale Youtube!

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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