R: “Al Di Là Di Ciò Che Vedo” – Fee Freddy

Cd e copertina
Cd e copertina

Voto 7,5/10

Buon salve, questa volta ci troviamo per poter parlare di un giovane artista veneto, dedito alla disciplina del Rap.

Specifico, prima di inoltrarci al lavoro che fra poco recensirò, che il prodotto preso in considerazione è stato pubblicato nel febbraio del 2013. Detto ciò, oggi parlerò di Fee Freddy e del suo “Al Di Là Di Ciò Che Vedo“. La biografia dell’artista ci parla di un giovane talento dedito alla musica, muovendoci i primi passi dai suoi 17/18 anni, con del materiale autoprodotto seguito a diverse esperienze Live. I lavori si susseguono, fra gli altri “Qui si gela” e “Curiosa antologia di ordinarie vicende”.
Quest’ album nello specifico ci porta a conoscere questo ragazzo, attraverso la musica, col suo approccio disilluso ed al contempo fiabesco, derivando a profonde riflessioni a riguardo della società arrivista e speculatrice, fino a storielle veicolate attraverso l’uso di metafore. L’album è registrato su strumentali edite e fisicamente si presenta in busta di plastica, copertina e ultima di copertina. Il cd ha stampato la medesima foto della copertina. Fra l’altro la grafica è curata dallo stesso artista, che mostra spiccata manualità. Arriviamo alla musica, che come dicevamo è edita, ma ogni pezzo suona bene ed anche le strumentali ben si adattano alle atmosfere del disco. Si comincia con “Oltre“, “Bad Things” ed “Ai Lati Dei Lati“, rispettivamente l’intro, che è un flusso di coscienza, poi uno storytelling ed ancora un brano estratto come singolo, anche grazie ad un video ufficiale. Fino ad ora Fee Freddy ha parlato, con l’ascoltatore, di nuove possibilità, di credere in se stessi e del bisogno di colmare le proprie lacune culturali. L’ascolto continua ed il livello resta ancora alto, anche riuscendo a valorizzare il feat. con “Invisibile“, altro rapper attivo e capace, usando temi riflessivi il cd quindi scorre con “Pelle D’Oca“. Arrivano qui altri brani “Un Fiore Dei Fiori” e “Lamberto Laudisi“, che si differenziano nei suoni che fino ad ora abbiamo ascoltato, completando così un sound vario che contraddistingue il cd. Curiosa, fra l’altro, la scelta di “Lamberto Laudisi”, un personaggio pirandelliano, come titolo di un brano. Il cd continua, sui ritmi blandi e scanzonati, con “Lei può“, “Marzo Agosto” e con “Madre“, in cui interviene, per la seconda volta nel cd, il rapper “WishinWell” e si può dire che la coppia funziona, anche grazie all’omogeneità dei flow dei due, e che bene si combinano fra loro. Arriva l’ultima traccia “Dormono Dormono Sulla Collina” che sancisce con decisione la fine del cd, argomentando sulla necessità di riavvicinarsi allo stato reale delle cose.

CONCLUSIONI:

Si percepisce che il lavoro non è assoggettato a nessuna ottica canonica che detta il trend del genere Rap. Dato che, quando recensisco un disco, mi baso prevalentemente su tre fattori: qualità del flow / rime, sulle emozioni che è in grado di evocarmi e bellezza del confezionamento, allora, posso dire che il cd scorre piacevole, garbato nell’ascolto senza picchi nella sperimentazione. Affronta temi personali dell’artista, sociali e fantastici con disinvoltura e semplicità, portando ad ascoltare ogni canzone come fosse la continuazione di quella precedente. Detto questo, è deducibile che può essere un’arma a doppio taglio. Peccato inoltre per la mancanza della grafica anche all’interno delle copertine, il che comunque non pregiudica il valore del disco.

Link al video di “Ai Lati Dei Lati”: www.youtube.com/watch?v=9-xO1uIGoLA

Per info: http://www.feefreddy.wix.com/feefreddy

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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