Recensione: 2022: I Sopravvissuti

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Bentornati cari cultisti ad un nuovo appuntamento col le recensioni di Culto Underground! Oggi ci addentreremo nel mondo dei film sci-fi cult con un film che è un vero cult del genere, 2020: I Sopravvissuti di Richard Fleischer.

Il regista

Nato a Brooklin nel 1916, Fleischer è un regista che non ha bisogno di molte presentazioni. Dopo un periodo di gavetta nel mondo dei cortometraggi animati agli inizi degli anni ’40 firma un contratto con la RKO dirigendo dapprima corti, pubblicità e documentari (per questi ultimi vincerà nel 1947 un oscar) per passare poi ai film.

I suoi rimi lungometraggi sono dei noir come Bersaglio Umano o Le Jene di Chicago. Successivamente inizia a variare e dirige film di diversi generi tra cui i famosi Tora Tora Tora, Viaggio Allucinante e Il Favoloso Dolittle. Alla fine degli anni ’70 la sua carriera subisce un lungo periodo di stallo interrotto solo a fine carriera con alcuni film di rilievo, come ad esempio il famoso Conan Il Distruttore con Arnold Schwarzenegger. Muore nel 2006 a Los Angeles a 17 anni da Call From Space, il suo ultimo film.

Il film

Pellicola che passa un po in secondo piano rispetto ad altri film del regista 2020: I Sopravvissuti (in inglese intitolato Soylent Green, titolo molto più adatto alla pellicola) ci trasporta in un mondo futuristico post apocalittico in cui, seguendo un clichè della fantascienza del periodo l’umanità ha distrutto se stessa finendo in condizioni di vita al limite a causa di effetto serra e crisi energetica. In questo mondo il divario sociale tra ricchi e poveri si fa pesantissimo. I poveri infatti è costretta a vivere ammassata in parcheggi, condomini e chiese mentre i pochi depositari della ricchezza vivono in quartieri dotati di acqua corrente, aria condizionata ed elettricità riuscendo anche a nutrirsi in modo quasi normale.

Proprio il cibo è il problema maggiore. Gli alimenti normali sono scomparsi e ci si nutre con il Soylent, delle gallette nutritive di colore diverso a seconda della materia prima che le compone. L’ultimo prodotto della ditta Soylent è il Soylent Verde che si dice sia fatto di plancton e sia destinato a diventare l’elemento nutritivo principale delle persone. In questo contesto facciamo conoscenza con il detective Thorn, poliziotto costretto a fare doppi turni massacranti per permettersi una vita minimamente sopportabile. Il poliziotto si troverà ad indagare sulla morte per omicidio di un importante membro del consiglio di amministrazione della Soylent. Andando ad indagare scoprirà che dietro questa morte c’è molto più di quanto sembra e si ritroverà ad aprire un vaso di pandora che molti vogliono resti chiuso.

Conclusioni

In definitiva 2020: I Sopravvissuti è un film estremamente meritevole. Non tanto per la trama che, ad un certo punto diventa molto sconclusionata rendendo difficile capire dove voglia andare a parare, quanto per il modo in cui vengono rappresentate le condizioni degradate della società umana. Questo è un punto molto importante ed è senza dubbio qualcosa di fondamentale per l’economia del film. Vedere l’umanità ammassata sotto il sole in piccole vie, scale, condomini fatiscenti o chiese fa senza dubbio un grande effetto sullo spettatore. Molto bene vengono descritti anche i divari sociali e la mancanza e il modo in cui la mancanza di “vero” cibo si fa sentire su chi ha vissuto il passato precedente all’effetto serra (molto bella, in questo senso, la parte in cui Solomon Ruth, amico del protagonista interpretato da Edward Robinson poco prima della morte, si commuove trovandosi davanti ad un pezzo di carne). Il film si basa molto sull’effetto che può fare questa situazione andando a salire nel finale (in cui, in una famosa e toccante scena, scopriamo cos’è effettivamente “il tempio” luogo quasi religioso dove sono legalizzati i suicidi assistiti) utilizzando il finale a sorpresa e con un impatto emotivo di livello. In generale posso dire che questo film è sicuramente consigliabile sia come cult del genere sci-fi che come film in generale. Sicuramente l’ottima ambientazione miscelata con buoni personaggi e su momenti di alto livello riescono a far dimenticare una trama, certamente buona ma con passaggi un po deboli e non all’altezza. Insomma, sicuramente qualcosa che consiglio agli amanti dei bei film e che vogliono investire poco più di un ora e mezza con un film di buon livello.

Voto: 7,5 / 10

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari