Recensione: A Fantastic Fear Of Everything

A fantastic fear of everything cover

Bentornati Cultisti! Per festeggiare questo 2013, oggi vi proponiamo un film dell’anno oramai passato che merita di essere visto nonostante la scarsa pubblicità che gli è stata fatta!

Godetevi questa recensione di: A Fantastic Fear of Everything!

Il regista

Crispian Mills (aka Crispian John David Boulting) nasce ad Hammersmith (Londra) il 18 gennaio 1973.

Figlio di una famiglia legata al mondo del cinema è dal 1988 cantante della band Kula Shaker, band famosa per ispirarsi ai beatles e alla musica indiana.
Il primo disco della sua band, “K” esce nel 1996 e già dalle prime tracce possiamo intravedere l’interesse per la spiritualità e la filosofia indiana dimostrata da Mills, la canzone Govinda, ad esempio è cantata completamente in sanscrito.
Negli anni ’90 avrà parte in dei cameo per alcune serie televisive inglesi e nel 2012 riprendendo la tradizione familiare, scriverà e girera il suo primo film “A Fantastic Fear of Everything” di cui parliamo oggi.

 

L’opera

La storia ruota attorno a Jack, interpretato da Simon Pegg, attore ricordato in Italia per il film “L’alba dei morti dementi“.

Jack è uno scrittore di Fiabe per bambini che vuole dare una svolta alla sua carriera scrivendo un romanzo sui serial killer intitolato “Decades of Death” dopo essere stato lasciato dalla moglie Katherine.
Egli si chiude quindi nel suo appartamento studiando i più famosi serial killer e perdendo il contatto con la realtà.
La reclusione, la perdita della moglie, lo studio di tali temi uniti alla pressante richiesta della sua manager di tornare a scrivere libri per bambini portano Jack a generare “La fantastica paure di tutto” del titolo.

Il film è diviso in due momenti: il primo in cui abbiamo la presentazione del personaggio, la convivenza con le sue paure, lo scontro con il mondo esterno che lo maltratta e il secondo momento, in cui egli messo davanti alle cause del suo terrore viene costretto a combatterle, riprendendo in mano la sua vita.
In tutto il film possiamo comunque notare due scontri ricorrenti: quello di Jack contro le sue paure e quello del mondo normale contro gli introversi come lui.
Il film gioca molto sulla stereotipizzazione dei personaggi secondari che rappresentano in qualche modo i veri villain del film, loro difatti saranno la vera causa della sua sofferenza.
Il cattivo principale invece, è una meravigliosa rottura dei cliché  pur sfruttandoli tutti e rappresenta uno specchio di Jack, di come il mondo li ha trasformati in parodie della società.

Passando al lato tecnico, l’opera propone pochi effetti speciali, che servono a rendere la cupezza e l’ossessività del personaggio principale, funzionando bene in questo scopo.
La regia è buona considerato che questo è il primo film di Mills mentre fotografia ed estetica portano il film su binari più vicini all’horror che alla comicità.

La prova attoriale soddisfa appieno, Pegg è un ottimo pazzo, la Higgins è meravigliosa come sempre, Kerry Shale e Paul Freeman fanno la loro, l’unica che veramente per quanto bella è stata un po’ tralasciata è Amara Karan che a mio avviso è stata chiamata da Mills solo per la sua passione per l’india e le indiane…

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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