Recensione: After Apocalypse – After Apocalypse ( 2015 )

544198

Bentornati cultisti ad una nuova recensione del Sagana! Oggi abbiamo il piacere di ospitare gli After Apocalypse, gruppo Symphonic Metal lombardo, con il loro disco d’esordio omonimo!

La band

Gli After Apocalypse nascono nel luglio 2014 per un’idea della mezzosoprano Elena Lorenzi, diplomata l’anno prima in canto lirico al conservatorio di Brescia. Presenti nella prima formazione troviamo Seba ( chitarra ritmica ), e Varghar (clarinetto / Growl ), a cui poi si uniscono alla fine dello stesso anno Al ( batteria ), Zendra ( chitarra solista ) e Megres ( basso ).

L’idea è quella di creare un classico gruppo Gothic/Symphonic metal, con l’altrettanto classico duetto di voce lirica femminile e growl maschile, cercando però di portare qualcosa di nuovo all’interno del genere.

Nel corso del 2015 la band si esibisce in diverse performance live e allo stesso tempo iniziano a lavorare sul loro cd d’esordio omonimo, che esce il 9 Novembre 2015 per l’etichetta Logic[il]Logic.

Il disco

After Apocalypse è un buon disco d’esordio. Il gruppo bresciano dimostra di aver fatto i compiti a casa per quanto concerne lo stile che vogliono proporre, ossia quel Gothic-Symphonic metal con il duo Maschile/Femminile che cerca di metallizzare il cantato lirico sovrapponendogli un growl cupo e gutturale. Un’idea vista e rivista nel panorama metal attuale, che però può ancora risultare interessante quando vi è una stravagante idea di fondo o una certa perizia tecnica. Nel caso degli After Apocalypse vi è un po’ di entrambe.

Il disco parte forte di canzoni come World of Marzipan e Glorious Way, calate nella logica del Gothic per poi salire di livello con One Day, White Page e Mechanical Mask che lasciano trasparire influenze dal metal più estremo, seppur soffocate dal tappeto sonoro sinfonico. Le idee quindi paiono esserci in casa After Apocalypse, ma vengono costrette da un’impostazione troppo classica, che ha paura di esporsi e sperimentare, inoltre se la particolare voce di Elena si lascia apprezzare rapidamente, il growl di Varghar ha qualcosa che non va, non saprei dire se un filtro aggiunto in post produzione o un microfono di scarsa qualità, ma ciò che ne risulta è un growl monotono e quasi “escluso” dalle canzoni, che mal si amalgama con la voce della cantante. Come detto sopra, non credo sia un problema del cantante, quanto della produzione in se, che si concentra molto sulle chitarre e sulla voce femminile, ponendo un velo sugli altri strumenti e voci.

Le chitarre infatti convincono appieno, sia a livello di melodia che di tecnica e la batteria, sempre presente e udibile, aiuta a dare il giusto ritmo, mentre il basso accompagna solamente, seppur in maniera ineccepibile.

Conclusioni

Ricapitolando, il primo disco degli After Apocalypse ha il merito di essere un buon studio di genere, tecnicamente interessante, con qualche particolarità che però non risalta abbastanza da dare colore allo stile della band. Il consiglio che ci sentiamo di dare alla band è quello di sperimentare e uscire dai limiti del genere, e di dare maggiore valore al Growl in modo che non appaia solo come un riempitivo. Sicuramente un disco non dispiacerà ai fan del genere e che potrà interessare anche gli outsider del Gothic e del Symphonic, ma che è ancora molto lontano dai grandi lavori del genere.

Voto: 7 / 10

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

Latest posts by Sagana (see all)