Recensione: Alice (1988)

dscf8706

Bentornati cultisti ad una nuova recensione del Sagana, che questa volta vi consiglia un’opera surrealista del regista Ceco Jan Švankmajer, già pronti a fuggire? Non dovreste, poichè la sua reinterpretazione di Alice potrebbe essere una delle più interessanti che avete mai visto!

Due parole sull’autore

originalJan Švankmajer  non è sconosciuto ai critici internazionali, nemmeno a quelli italiani, tuttavia i suoi lavori sono stati raramente commercializzati nel bel paese. Considerato un importantissimo rappresentate dell’animazione Ceco slovacca e del surrealismo nel cinema degli anni 60/70 e stato anche definito da Terry Giliam come uno dei più importanti registi d’animazione nel mondo. Nella sua carriera ha diretto più di venti cortometraggi e sei lungometraggi, tra cui per l’appunto il suo primo, Qualcosa da Alice, del 1988.
Ma quindi, se è riconosciuto in tutto il mondo, perchè ne stiamo parlando su Culto Underground? Questo perchè come detto in precedenza molti dei suoi lavori non sono disponibili in Italia, e sebbene Alice sia stato commercializzato dalla rarovideo, non sono in molti a conoscere quest’importante regista o il suo lavoro.

Alice

White-RabbitIl film di Švankmajer inizia restando fedele all’opera originale di Carroll, alice e la sorella si trovano al fiume per leggere un libro, ma alice annoiata cerca modi per distrarsi, a questo punto arrivano i titoli di testa che ricordano allo spettatore che il film è solo “ispirato” all’Alice di Carroll, e spostatici di scena nella cameretta di Alice, comprendiamo il motivo di tale scelta. Il coniglio bianco non è un panciuto esserino, ma bensì un coniglio impagliato che si risveglia dal suo sonno eterno e dopo aver rimosso i chiudi dalle sue zampe estrae un orologio a cipolla dallo stomaco gonfio di segatura e si rende conto di essere in ritardo. Il resto del film prosegue sulla traccia del libro, modificandone l’immaginario, ma mantenendone i dialoghi e le scene. Una delle scene più famose ad esempio, dove il cappellaio matto e la lepre marzolina prendono il the modifica i due personaggi, trasformando il cappellaio in uno schiaccianoci e la lepre in un pupazzo malmesso.alice-3
Una particolarità della pellicola è per l’appunto l’aver modificato l’aspetto di tutte le creature presenti nel libro, per avvicinarle ad oggetti presenti nel mondo casalingo di una bambina, come ad esempio il brucaliffo, reso tramite un calzino con la dentiera. In questo modo il film mantiene sempre una certa ambiguità di fondo, lasciando al termine della visione la possibilità allo spettatore di decidere se tutto ciò che è successo facesse parte della fantasia di Alice come nel libro, o se invece si fosse trattato di un viaggio reale.
Le animazioni presenti nel film sono tutte realizzate in stop-motion, la tecnica che ha reso famoso Švankmajer, tuttavia non si tratta dello stop motion di Nightmare before Christmas, ma bensì di un lavoro prettamente artigianale, dalle animazioni meccaniche e dagli scatti evidenti all’occhio. Non è tuttavia difficile abituarsi a queste imperfezioni, anche grazie alla belleza delle scene, surreali, affascinanti e a volte morbose.
Il film è privo di colonna sonora e i pochissimi dialoghi sono limitati alla narrazione della ‘favola’ raccontata in tempo reale dalla stessa Alice, tuttavia le scene non sono mai completamente mute, i rumori di scena sono sempre presenti e alle volte si uniscono in scene di una cacofonia sia sonora che visiva.

Assieme ai suoni sempre presenti, troviamo nella pellicola altre caratteristiche tipiche dei film di Švankmajer, come il fast forward di alcune scene per renderle più caotiche o per creare effetti fantastici, e una certa ossessione visiva e sonora durante i momenti in cui i personaggi si nutrono.

Alicia-000008

Conclusioni

Qualcosa di Alice (o semplicemente “Alice”, così com’è stato commercializzato dalla rarovideo) è un film che tutti gli appassionati di animazione o semplicemente dell’opera di Carroll dovrebbero guardare, ma in sincerità mi sento di consigliarlo anche agli amanti dell’horror per via della morbosità di certe scene e in generale dell’atmosfera cupa che si può trovare nella pellicola. A tutti gli altri consiglio comunque la visione, con la premessa di non cercare in questo film grandi effetti speciali, una fedele riproposizione del libro, o un film da far vedere ai più piccoli, così come avvisa Alice sin dall’inizio: “Ora vedrete un film per bambini… forse.”
Avete visto il film? Fateci sapere cosa ne pensate di questo regista e di quest’opera nei commenti sottostanti! 😉

Voto: 8 / 10

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!