Recensione: Argento Soma

Bentornati Cultisti ad una nuova recensione del Sagana! Quest’oggi vi proponiamo un anime dei primi anni duemila, ingiustamente finito nel dimenticatoio: Argento Soma!

 

Un Grande Cast

Argento soma conta grandi nomi dell’animazione tra i suoi creatori, nomi come Kazuyoshi Katayama alla regia ( assistente di Hayao Miyazaki in Nausicaa della valle del vento, direttore di film come Apleeseed e King of Thorn), il grande compositore classico Katsuhisa Hattori per la realizzazione della colonna sonora, e lo studio sunrsise all’animazione, produttori di grandi serie come City Hunter, Code Geass, Cowboy Bebop, Mobile Suit Gundam, I cieli di Escaflowne e molte altre!

Insomma con nomi di questo calibro, c’è da chiedersi come ha fatto questa serie a non ottenere il successo che meritava. Una spiegazione sta forse nel peculiare design scelto per la serie, che ha fatto storcere il naso a molti, ponendosi stilisticamente tra l’estetica anni ’80 e quella dei primi duemila.

 

Un altro anime di Mecha?

Le premesse di Argento Soma non sono tra le più originali, delle creature aliene stanno attaccando la terra, in particolare un’area circoscritta del Canada, e le Nazioni Unite per difendersi da questi assalti, formano un corpo armato denominato FUNERAL. Il protagonista della nostra serie, Takuto Kaneshiro, tuttavia, non è un fanatico in cerca di gloria, nè un militare, bensì uno studente universitario di ingegneria aereonautica, che vive la sua vita tra gli studi e le uscite con la sua fidanzata, Maki.

La storia inizia dopo un particolare esperimento, sul corpo rinvenuto di un alieno, che porterà un grande cambiamento nella vita di Takuto, trasformandolo in una persona fredda e dagli istinti vendicativi.

La storia di Argento Soma, come detto in precedenza, potrebbe non apparire molto allettante nelle sue prime battute, tuttavia è con il procedere della trama che le premesse iniziali vengono ribaltate e rivalutate in una nuova e più affascinante luce. Durante la serie viene data grande importanza alla caratterizzazione dei personaggi, di un umanità disarmante rispetto ad altri anime dello stesso genere, sebbene il più caratterizzato rimanga il protagonista la vera stella della serie, che è stato paragonato da molti fan ad una versione adulta di Shinji Ikari di Evangelion.

E qua è necessario fare un appunto, in Argento Soma le citazioni su Evangelion, Gundam, Macross e altre importanti serie mecha si sprecano. Tuttavia non si tratta di citazioni palesi, nessun nome o personaggio richiamato, bensì tali citazioni si possono ritrovare in piccole scene che riproducono alcuni momenti degli anime sopra citati, scena per scena, ma riadattate magistralmente alla grafica e al contesto di Argento Soma, tanto che può essere sinceramente difficile notarle alla prima visione. Un alto fatto che si nota durante l’anime è che la serie cerca un equilibrio tra lo stile mecha anni ’80, fatto di robottoni spigolosi, protagonisti spavaldi e grandi combattimenti e lo stile mecha post Evangelion, con personaggi realistici e caratterizzati, una trama di fondo complessa, che trae spunto dalle religioni e dalla cultura straniera e un largo spazio ai dialoghi più che all’azione.

Questa ricerca di stile si può notare anche nel reparto grafico, che come accennato nell’introduzione è uno dei punti che più ha penalizzato la serie agli occhi dei fan dei Mecha. Esteticamente lo stile è misto, unisce idee caricaturali ad uno stile più moderno, risultando quasi occidentale. Parlando puramente di disegno e animazione invece l’anime non ha di che essere criticato, il livello di dettagli è piuttosto alto per un anime dal costo di produzione medio, e l’animazione è sufficentemente fluida e godibile.

Musicalmente non c’è molto da dire, Hattori fa un buon lavoro, la colonna sonora accompagna bene i diversi momenti della serie e riesce a dare un discreto aiuto emotivo alle scene, sebbene sia forse alle volte “già sentita”, in qualche modo, ispirata alle musiche di altri anime dello stesso genere.

 

Conclusioni

Argento Soma non è un capolavoro dell’animazione giapponese, né del genere Mecha, e tuttavia, se si riesce a passare oltre allo stile estetico scelto, la sua storia e i suoi personaggi possono conquistare lo spettatore che saprà dargli la giusta attenzione. Da parte di chi scrive, una serie da recuperare velocemente se si è fan del genere, e comunque consigliata anche agli altri, magari per colmare un periodo di magra.

Voto: 7 / 10

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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