Recensione: Bright Lights Apart – As Everything Falls Apart (2016)

As Everything Falls Apart

Bentornati amici e amiche lettrici, come ogni venerdì, noi di Culto Underground vi proponiamo una nuova recensione, questa volta parliamo dei Bright Lights Apart e del loro nuovo album “As Everything Falls Apart“.
L’album si divide fra elettronica e sonorità che spaziano dal post rock al pop, continuate a leggere l’articolo per avere maggiori dettagli e per conoscere meglio questo disco.

La band

I Bright Lights Apart sono una band formatasi a Rovigo (Veneto), da un’idea di Miles T (voce e chitarra), musicista che dopo aver maturato diverse esperienze in ambito underground ha deciso di avviare un nuovo progetto con S.Slug (elettronica), Toma (basso) e Mimmo (batteria).
Il sound della band si rifà alla scena alternative anni novanta, con le dovute differenze e in veste nettamente più aggiornata.

[banner]

Il disco

Si inizia con “Me and you somewhere“, la traccia è particolarmente azzeccata come apertura del disco, già dall’inizio la band mette in chiaro quali saranno le atmosfere proposte e fin dove saranno disposti a spingersi.
Si continua con “I’m getting angry“, la ricercatezza del sound è parte integrante anche di questo brano, che suona composto e arrembante. Le atmosfere sono a tratti epiche, con lunghe e laconiche schitarrate che ben si confanno con la struttura della canzone.
È con “Idiots in the mirror” che la band comincia a raccontare qualcosa di nuovo di sé, viene introdotta anche qualche componente industrial e resta ben marcata la spiccata essenza internazionale del progetto, che pare essere quella che più interessa al quartetto.
La successiva “Broken glasses” è la traccia più anonima del disco, elettronica a profusione e ritmi blandi, se non fosse per il testo, particolarmente malinconico, sarebbe certamente la traccia più “pop” dell’album.
Grey colors in the morning“, la quinta canzone dell’album, funge da collante fra le due parti del disco, le ritmiche melodiche sono le protagoniste di questo brano. Anche la voce, che è perfettamente allineata con la dinamica della canzone, scorre piacevole, veloce e particolarmente ispirata.
Si passa a “Brand new riot broadcast“, al primo ascolto, l’introduzione di questo brano, ricorda vagamente l’hook di “Happy hour”, una canzone di Ligabue. Comunque, nel complesso, la traccia è piacevolmente orecchiabile, veloce e fresca. Sul finale c’è un timido tentativo di dare un po’ di forza alla traccia, ma nulla di veramente significativo.
L’album si chiude con “As Everything Falls Apart” e seppur era lecito aspettarsi una chiusura in grande stile, anche questa canzone si conforma abilmente al resto della proposta dell’album. Suoni fulgidi, piacevoli e mai troppo aggressivi, che sfumano in un epilogo lento e melodioso.

Conclusioni

Con “As Everything Falls Apart”, i Bright Lights Apart hanno cominciato davvero alla grande. La proposta è validissima, suona pulita e precisa, con una chiara propensione al mercato estero. Le musiche, i testi e la voce, sono tutte componenti che viaggiano all’unisono, creando un prodotto davvero valido e piacevole.
Dall’altro verso, ciò che traspare da questo disco è anche qualcosa di già sentito, privo di un’identità ben definita. Tutto l’album è una specie di auto-castrazione artistica, dovuta all’apparente volontà della band di non discostarsi troppo dai canoni più mainstream dell’industria discografica odierna.
Noi di Culto, apprezziamo veramente la proposta dei Bright Lights Apart, anche perché le potenzialità sono veramente ottime, ma consigliamo maggiore sperimentazione e meno paura nell’esplorare sonorità più aggressive e, infine, rivolgersi anche al mercato musicale italiano, non sarebbe poi una cattiva idea.

Voto: 7 / 10

Contatti

Sito: brightlightsapart.com

Facebook: facebook.com/brightlightsapart

Twitter: twitter.com/B_Lights_Apart

Bandcamp: brightlightsapart.bandcamp.com

Doppio Clic Promotions: doppioclicpromotions.wordpress.com

Follow me

Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
Follow me