Recensione: Christus (1916)

christus cover

 

Cari amici di Culto un saluto dalla vostra Black Princess!
Nemo, stufo delle mie recensioni unblack, mi ha proposto di liberarvi per un po’ dalle mie enfatiche recensioni sul metal cristiano per dedicarmi a guardare e recensire vecchi film su Gesù..quindi per un po’ di tempo vi propongo la mia rubrica..Jesus Cult!!
Vabbeh..insomma..capitemi!
Il primo film che ha l’onore di comparire in questa mia rubrica è “Christus”, datato nientemeno che 1916 e con la regia di Giulio Antamoro.
Confesso che non mi intendo molto di cinema e ho sempre avuto le mie riserve, per vari motivi, sul cinema muto, per cui vi prego di essere clementi, dal momento che questa è la mia prima recensione del genere!

Il regista

Giulio Antamoro nasce da nobile famiglia a Roma nel 1877 e muore nella stessa città l’8 dicembre 1945.
Egli inizia la sua carriera nella regia nel 1910 per la CINES con alcune comiche di Tontolini (Polidor).
Al 1913 risalgono i suoi primi lungometraggi, “Sfumatura” e “Dopo la morte”, entrambi interpretati da Hesperia, Luciano Molinari e Leda Gys.
Il capolavoro di Antamoro però, si può dire, è stato proprio “Christus”, realizzato per la CINES da un soggetto di Fausto Salvatori, ed interpretato da Alberto Pasquali e Leda Gys.
Questo film ebbe un successo colossale a livello mondiale, tanto che il Vaticano nel 1917 riuscì, tramite la Svizzera, a farlo arrivare fino in Germania.
Nel 1919 il nostro regista fondò la Novi Film, dopodichè divenne direttore generale della ICSA e della Poli Film.
Fu la ICSA a commissionargli un film su San Francesco, memore del successo di “Christus”.
Ma tale lavoro, intitolato “Frate Francesco” e interpretato da Alberto Pasquali e Donatella Gemmò, non ebbe molto successo.
Giulio Antamoro vanta una filmografia parecchio corposa, e se volete ulteriori e più precise notizie vi rimano a questo sito: http://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-antamoro_(Dizionario_Biografico)/

Christus

Guardando “Christus” ho dovuto abbattere le mie riserve sul cinema muto.
Questo lavoro è molto simile ad una rappresentazione teatrale, ed è interpretato in modo veramente strabiliante.
In un’ora e mezzo di proiezione, “Christus” racconta tutta la storia del Messia, dall’Annunciazione all’Ascensione e si nota un’attenzione meticolosa che viene posta in tutti i particolari.
Ad esempio, ecco un particolare che non compare, da che io ricordi, in nessuno degli altri lavori che ho visto su questo tema: Gesù, venendo oltraggiato viene bendato. E questo dimostra un’attenzione particolare alle Scritture, perché leggiamo ad esempio in Marco 14, 65: “Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli:”Indovina”.
Le didascalie che accompagnano il film sono per nulla banali, anzi alcune sono davvero poetiche, come ad esempio :“Nell’incubo allucinante, i sicli d’argento si tramutano in gocce di sangue”.
Altra cosa degna di nota in questo film sono le movenze degli attori, molto simili ad una danza.
Questo si nota particolarmente nelle movenze della Maddalena, di Lazzaro quando viene risuscitato o nella scena del Getsemani, in cui Gesù e i discepoli si incamminano nell’orto degli ulivi con un passo quasi danzante, e l’inginocchiarsi di Cristo per porsi in preghiera pare la conclusione di una rappresentazione di un ballo dolce e leggero.
Si dovrebbe recensire a parte la scena del Getsemani, in cui l’interpretazione dell’attore merita un plauso del tutto particolare.
Le espressioni del volto e gli atteggiamenti del corpo trasmettono allo spettatore una partecipazione ad un’angoscia descritta più vividamente che in un quadro dai nitidi colori.
Gesù si appoggia ad una pietra, come nelle più celebri rappresentazioni del Getsemani, e la abbraccia in un modo che fa sorgere una forte tenerezza empatica nei confronti di Cristo stesso.
Ad un certo punto compare un personaggio, verosimilmente un Angelo, che porge a Gesù un calice.
L’espressione di Cristo nel berne, è talmente toccante che non potrei descriverla nemmeno mettendoci tutto l’impegno del mondo.
Altra scena. Continua l’agonia nel Getsemani.
Arriva un Angelo, quello che le Scritture narrano essere stato inviato per confortarlo (“ Gli apparve allora un Angelo dal cielo a confortarlo”, si legge in Luca 22, 43)”. Ebbene, il modo in cui Gesù si accascia sull’Angelo, lentamente, stancamente, per avere un minimo sollievo da una lieve carezza, e la sua espressione nel momento in cui l’Angelo scompare, mi ha creato una tale empatia che avrei voluto correre nell’orto degli Ulivi per abbracciare Gesù e dargli io conforto e appoggio.
Perché la punta di diamante di questo film si gioca tutta nell’interpretazione, che fa dimenticare di stare guardando un film. Sembra davvero di essere all’interno della storia narrata, accanto ai protagonisti.
Anche a livello tecnico è encomiabile, perché per essere il 1916 sono da considerarsi rilevanti gli effetti speciali con cui i personaggi come l’Angelo compaiono miracolosamente, oppure il momento in cui Cristo ascende al Cielo, scena con cui il film si chiude.
Rilevante è anche la scena del Battesimo di Gesù. Ma anche quella della Risurrezione. “La nuova primavera nelle anime e sulla Terra” dice la didascalia. E dopo compare effettivamente un giardino fiorito..e luminoso..per illustrare mirabilmente il concetto.
Ad ogni modo, incomparabile interpretazione di Gesù. Anche la madre, Maria è dipinta molto bene, ed è molto bello il suo primo piano quando si trova sotto la Croce.
Per quanto riguarda la colonna sonora, non so se essa sia originale, perché ammetto di ignorare se prima degli anni Venti ci fosse effettivamente il sonoro.
Ad ogni modo, nella versione che io ho visionato, c’è una colonna sonora che completa ancora di più l’opera, perché accompagna le immagini con una sinergia perfetta.

Black Princess

Sono BlackPrincess..laureata in Filosofia e attualmente in attesa di entrare al dottorato..appassionata di Medioevo e di Filosofia (ovviamente), sono cattolica e amo molto approfondire gli argomenti legati alla mia fede. Non amo il cinema, ma apprezzo molto i musical, specialmente apprezzo "Il fantasma dell'opera".
Amante del metal, soprattutto il filone unblack (musicalità black ma testi cristiani), collaboro con le recensioni per il sito Whitemetal.it
Sorella di Nemo, sono stata da lui reclutata per questo blog e sono felice di collaborarvi sebbene lui smorzi sempre la mia vena creativa!!