Recensione: Chrysalis – Definition ( 1968)

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Bentrovati cultisti? Vi sono mancante le recensioni del Sagana? Oggi per voi recensirò un gruppo piuttosto particolare, anche se, quale produzione underground non lo è? Il gruppo sono i Chrysalis, il disco: Definition.


La Crisalide

Gruppo psichedelico nato degli anni ’60 per mano dell’eccentrico James “Spider” Barbour, i Chrysalis sono conosciuti per un unica pubblicazione, Definition, disco del 1968 di cui parlò sia Frank Zappa che la rivista Rolling Stones.
La band era formata da sei persone in tutto: Spider come primo cantante, Nancy Nairn come seconda, Paul Album al basso, Dahaud Shaar alle pelli, Jon Sabin alla chitarra e Ralph Kotkov alle tastiere. Dopo Definition la band scompare, e una ventina di anni dopo alcuni tra i componenti originari formarono i The Curmudgeons, sempre guidati da Spider e anch’essi con un unico album all’attivo.

 

Il disco

A distanza di quasi cinquant’anni, come suona questo Definition? La prima parola che viene alla mente per descriverlo è: vario. Di rado un disco d’esordio possiede uno stile proprio e definito, ma con questo album sembra che la band cambi idea ad ogni pezzo, proponendoci una serie di canzoni dall’approccio radicalmente diverso l’una dall’altra, sebbene tutte coerenti con il genere suonato. Si passa dal rock tipicamente sessantino di What Will Become The Morning alle più lente e tristi LaceWing e Cynthia Gerome, per poi passare a tre delle canzoni più strane del disco, April Grove, Father’s Getting Old e 30 Poplar, che passano dal folk rock della prima al rock psichedelico e RollingStoniano della seconda, mentre nella terza ci sono dei richiami alla musica popolare degli anni ’30/’50 uniti ad un testo allucinante e un po’ folle. Le successiva tracce, da Fitzpatrick Swanson a Piece of sun, rappresentano la facciata più progressiva della band di Ithaca, sebbene si tratti forse delle meno ispirate del disco.
Tuttavia nella sua conclusione Definition ci dona due perle difficilmente dimenticabili: Summer in your Savage Eyes è la ballad meno triste e più sognante di questa produzione e prepara il giusto terreno per la successiva canzone, forse la migliore di tutto il disco: Dr Root’s Garden, canzone dal forte gusto teatrale, in cui i cori presentano i personaggi e gli ambienti dove si svolgono le scene narrate da Spider, che assieme a Nancy duetta nell’interpretare i dialoghi.
Nell’edizione da noi scelta per la recensione vi sono 12 tracce, come nella stampa originaria, tuttavia il disco è stato ristampato in formato cd con l’aggiunta di sei canzoni originali e le versioni demo di Cynthia Gerome e Dr Root’s Garden.

 

Conclusioni

Il disco d’esordio dei Chrysalis è un must-have per i fan del rock sessantino americano, un buon disco che ai tempi aveva fatto ben sperare per il futuro della band, che tristemente non ha pubblicato altro a tale nome. Il cd è facilmente reperibile a basso costo, mentre la versione originale potrebbe costarvi qualche ricerca e qualche spesa in più.
Cosa ne dite cultisti? Avete apprezzato la band di questa volta? Diteci cosa ne pensate e mi raccomando: ascoltate, condividete e commentate! 😉

 

Voto: 7.5 / 10

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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