Recensione: Deathwood – …And If It Were True?

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Bentornati cultisti ad una nuova recensione, raccoglietevi attorno al falò per ascoltare la recensione leggenda dei: Deathwood, e del loro disco d’esordio …And If It Were True?

I Deathwood

Sono una band Abruzzese di genere punk rock attiva dal 2011. Dopo un anno pubblicano il primo ep, omonimo, ed iniziano un’intensa attività live che li permette di farsi conoscere nella scena underground punk. Nel Settembre 2013 partono per un mini tour in Olanda e nel dicembre dello stesso anno  vincono il premio come miglior band punk-hardcore al MYO Survival War. Nel 2014 firmano per la Overdub Recordings e due anni dopo esce il loro primo disco ufficiale, di cui andremo a parlare oggi.

…And If It Were True?

…And If It Were True? Nasce con delle ottime premesse, un disco horror punk a tema horror movie che trae la sua ispirazione, tra i vari fattori, da alcune leggende della terra del gruppo: l’Abruzzo. …And if it were true? È la domanda che pongono i Deathwood: E se fossero vere? Se le leggende ivi raccontate, avessero un fondo di verità? Riescono i Deathwood a mantenere queste premesse? E’ invece la domanda che poniamo noi ascoltatori di fronte al cd, è la risposta è: in parte.

Composto di nove tracce, dalla durata complessiva che non supera la mezz’ora, il primo disco dei Deathwood si presenta come un lavoro compatto, dal sound omogeneo e riconoscibile, che può contare una registrazione pulita ed un mixaggio professionale. Un lavoro strumentalmente convincente privo di punti negativi immediatamente evidenti, ma penalizzato da piccoli difetti. I primi che si percepiscono, dopo qualche ascolto dell’album, sono i difetti di pronuncia, più o meno evidenti a seconda della traccia, anche se, tolti questi G.One risulta nel complesso convincente e grintoso dalla prima all’ultima traccia. Altro problema marginale sta nella lunghezza dei testi e nella loro stesura, in quanto a parere di chi scrive, spesso sono troppo brevi per proporre una narrazione convincente, sembra inoltre che il songwriting abbia sofferto della struttura punk delle canzoni, perdendosi spesso in ritornelli inutili e poco incisivi. Tutto questo diventa solo un ricordo grazie ai chitarristi Freak M e The Butcher che ci propongono dei ritmi e delle melodie incalzanti e orecchiabili, tipiche del genere, ma con precisione e passione, con qualche riff più personale tra una canzone e l’altra che danno carattere al lavoro. Dal lato della batteria non ci si può lamentare troppo, Buz fa il suo è lo fa bene, ma manca nel disco un momento in cui non risulti solo d’accompagnamento.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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