RECENSIONE: Designs for Automotion degli Snapcase

Voto 9,5/10

Non è certo un segreto quello che svelerò con questa recensione di Designs for Automotion degli Snapcase. Il disco è un capolavoro, un disco schietto, privo di frivolezze e potentissimo. Più passano gli anni e più è bello ascoltarlo. Procediamo con ordine, per andare a scoprire meglio di chi e di cosa stiamo parlando, con questa nuova recensione di Culto Underground.

LA BAND

Il gruppo si formò nel 1989 negli Stati Uniti, inizialmente con il nome di Solid State. Nel 1991 cambiò il nome in Snapcase, nome che poi è rimasto immutato nonostante i numerosi cambi di formazione che hanno interessato la band negli anni.
Gli Snapcase hanno prodotto album considerati, da una buona parte dei fan del genere hardcore, rivoluzionari. L’album dal titolo Progression Through Unlearning resta una pietra miliare del genere.
Negli anni hanno maturato esperienza nei concerti dal vivo, andando in tour con band di tutto rispetto come Deftones, NOFX e Atreyu.
Attualmente la band è ancora in attività.

RECENSIONE

Se è la prima volta che si ascoltano gli Snapcase, appare subito nitido il fatto di avere a che fare con una band del movimento punk-hardcore/metalcore. Non sono rigidi i confini dentro cui la band si muove, anzi la sperimentazione, il crossover di generi differenti fra loro, è sempre presente. Chiaramente la linea guida del punk-hardcore contraddistingue il cd in questione.
È chiaro che il quintetto statunitense con “Designs  for automotion“, come fosse una mazzata in fronte, spinge per mezz’ora hardcore velocissimo, spregiudicato e monolitico. Non voglio giudicare il comparto audio del disco, si sente bene e questo deve bastare. In effetti suona sporco.. e a me piace.
Entrare nello specifico di ogni brano probabilmente sarebbe un lavoro inutile, sia perché si rischierebbe di rovinare l’ascolto di chi non ha mai sentito questo disco, sia perché potrebbe essere riduttivo nei confronti di un album che con ogni canzone si rivela graffiante, adrenalinico e, nonostante gli anni, sempre attuale.
Certo è che con Typecast Modulator che il cd raggiunge l’apice, l’anticonformismo da sempre radicato nelle tematiche dei brani degli Snapcase è in grado di regalarci qualche minuto di distacco dalla vita di ogni giorno.
Non è possibile certo dimenticare anche altri brani come Bleeding Orange, Are You Yuned In? o Ambition Now, sempre validissimi e graffianti.

CONCLUSIONI

Il bello di questo cd è la capacità di dare ciò che si cerca. Nulla più ma anche nulla di meno. È dannatamente onesto, corretto e coerente. Quindi se per mezz’ora al giorno si ha voglia di darsi la sveglia, senza rendersi complice dell’apatia musicale che le logiche mainstream del mercato sostengono, questo è il disco adatto. Un capolavoro da scoprire se vi piace l’hardcore e ogni tanto volete un rifugio tutto vostro, capace di sconsacrare le banalità e le mediocrità dell’odierna società globalizzata.

Genere: Rock, Stile: Hardcore, Anno: 1999

Target 2:20
Disconnector 3:01
Bleeding Orange 3:15
Typecast Modulator 2:41
Are You Tuned In? 2:26
Twentieth Nervous Breakdown 2:56
Energy Dome 2:34
Ambition Now 3:43
Break The Static 2:46
Blemish 2:26
Box Seat 2:53
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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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