Recensione: Effect Of The Head’s Mass – Psicotaxi

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Buon anno nuovo Cultisti! Tenetevi pronti, perché questa volta vi proporrò un gruppo leggermente diverso dal solito! Con noi oggi gli Psicotaxi con il loro disco d’esordio: Effect of the Head’s Mass.


Un po’ di storia

Nel 2010, Andrea Bordoni, Luca Bresciani, Lamberto Carboni e Virgile Marmoud formano il progetto Psicotaxi e pubblicano lo stesso anno un Ep omonimo di tre tracce, che spaziano dal progressive rock alla soundtrack music, con forti influenze psichedeliche. Nei cinque anni successivi la band si allena ed evolve il proprio sound sui palchi di tutta Italia, e fa inoltre la conoscenza, nel 2012 con il giornalista Manlio Benigni, che si unirà a loro per diversi eventi e festival, fino al 2015 in cui registrano e pubblicano il loro primo album: Effect of the Head’s Mass.

Il disco

Effect of the Head’s Mass si compone di sei tracce, tre completamente strumentali e tre in cui il sopra citato Benigni presta la voce, non al canto, bensì a monologhi stralunati e ironici, ma al contempo di critica. Non abbiamo una forma narrativa alla “Dead Inside” dei TGP, ma bensì una sorta di commento, una voce che accompagna la musica, che fa parte del sottofondo sonoro del brano, sebbene chiara e distinta, lascia l’idea di un monologo in ascensore. In un certo senso mi ha ricordato vagamente il modo d’esprimersi di Paolo Carelli nel “concerto delle menti” sebbene si tratti di due produzioni molto diverse.
A livello sonoro ci troviamo davanti ad un sound corposo, massiccio, di stampo progressive rock, ma che intinge le proprie influenze nel jazz, nello stoner e nell’alternative rock che si lascia accompagnare da melodie elettroniche che vanno dall’ambient alla psytrance come ad esempio in Q factor e Zingaropoli.
Sia nei pezzi strumentali che in quelli che vantano la partecipazione di Benigni, si riconosce uno stile unico che caratterizza la band, influenze a parte e si percepisce un miglioramento rispetto al loro precedente ep.

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Conclusioni

L’esordio degli Psicotaxi è un lavoro notevole, sia a livello di musiche che di testi, ma che tuttavia da l’idea di essere solo il primo vagito di un progetto che proporrà nel futuro qualcosa di molto meglio, un gruppo da cui ci si potrà aspettare un vero capolavoro, che però nonostante tutti i fattori positivi, non è questo Effect of the Head’s Mass. Concludo consigliando il disco a tutti i lettori di Culto Underground, soprattutto ai fan del progressive vecchio stile, dell’alternative rock e dei tool, poichè il disco è veramente valido, ma ancora distante dalla perfezione.

 

Voto: 7.5 / 10

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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