Recensione: “Fiore Malato” dei Roypnol

Carissimi lettori, per la serie a volte ritornano, con questo articolo recensirò “Fiore Malato” della band catastropunk “Roypnol“, ormai non più attiva ma che tra il 2005 e il 2007 ha pubblicato tre album autoprodotti davvero apprezzabili.
Continuate a leggere questo articolo per saperne qualcosa di più a riguardo.

Informazioni

Già dal nome Roypnol si può capire che la band in questione non è esattamente un concentrato di positività e di messaggi distensivi, tutt’altro. I Roypnol hanno sempre sputato fuori tutto il disagio di una generazione e, nel complesso, ritengo l’abbiano sempre fatto bene (nel loro, seppur breve, percorso).
Le tematiche trattate con testi espliciti, al contempo filosofeggianti, restano molto dirette, ma anche acerbe, segno che la maturazione dei contenuti di questa band sarebbe, forse, avvenuta abbastanza presto con il loro proseguo nella scena musicale.
Quello che si ascolta è un racconto di come la società (considerate che l’album è del 2006) stesse mutando, di come stesse cambiando la gente e soprattutto i giovani.
Dunque gli Hot Topics (o anche elementi principali) del disco si possono riassumere in conflitti interiori, alternativismo alla massa, desiderio di ribellione, disagio e voglia di combattere il sistema.

Fiore Malato

L’album comincia con una brevissima introduzione, di poco più di 30 secondi. Qualche interferenza, suono sporco a simulare un vecchio vinile e subito comincia  la musica.
La prima traccia si intitola Brava Gente, un brano volto a evidenziare le contraddizioni che sussistono fra la percezione che certa gente ha di sé con la realtà. Lo sdegno cantato viene supportato dalla ritmica incalzante e dalla registrazione che, come per il resto dell’EP, suona casalinga e spartana, per questo capace di fornire all’ascoltatore un lavoro molto coerente.
La seconda traccia Smemoria mantiene il filo del discorso, pur cambiando tonalità e argomenti, questa volta la rabbia e la frustrazione verso l’immobilità e la banalità della società, vengono espresse con urla e tematiche eclettiche.
La terza e penultima traccia di Fiore Malato è intitolata Chimica, forse la canzone più introspettiva.
In chiusura il brano Formaldeyde, che è senza dubbio alcuno è il brano meno spinto ma più comunicativo. Alterna alcune fasi di ballad e consciousness a fasi di ripresa e di break. Fondamentalmente un brano differente, da ascoltare!
Per quanto concerne il package, il lavoro è ben fatto. La custodia in cartoncino di colore marrone ha un disegno stilizzato in copertina, all’interno invece ci sono le foto dei tre componenti (TiZ, Kappa e Giangi), infine il disco, nella parte non registrata e priva di dati, è di plastica trasparente.

Conclusioni

Non potrei che consigliarne l’ascolto, considerando la giovane età dei componenti all’epoca della pubblicazione di Fiore Malato, l’EP suona bene, capace di far trascorrere un quarto d’ora di anticonformismo e originalità.
Cercare delle pecche in un lavoro di questo livello sarebbe una banalità, ovvero l’unica cosa che non c’è in questo EP.

Voto: 7 / 10


www.myspace.com/iroypnol

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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  • Zoe

    Old school! Grazie per la review!