Recensione: Freaky Mermaids – Everything Could Happen (2017)

Foto di gruppo delle Freaky Mermaids
Freaky Mermaids

Carissime amiche e amici di Culto Underground, il prossimo 1° marzo uscirà il nuovo album delle Freaky Mermaids “Everything Could Happen” e abbiamo avuto l’occasione di ascoltarlo in anteprima. Non possiamo fare altro che condividere con voi le nostre impressioni in una nuovissima recensione, continuate a leggere per saperne di più.

La band

Le Freaky Mermaids si formano nel 2006 dal fortuito incontro fra Ombretta Ghidini e Laura Mantovi, proprio da quell’occasione nasce il progetto theatrical folk con sonorità d’altri tempi e un pizzico di follia circense. Poco dopo le due musiciste incontrano Angela Scalvini e le tre, insieme, pubblicano un EP (Freaky Circus, 2008) e successivamente un CD (Moonshine Once Betrayed Me, 2011) dove l’immaginario del loro orizzonte si amplia grazie alla collaborazione di tanti musicisti.
 Un cambio di formazione vede Giorgia Poli subentrare ad Angela e le sonorità folk lasciano il posto a chitarre elettriche, armonie dissonanti e strutture più elaborate. Il viaggio per le Freaky Mermaids, ancora una volta, ricomincerà e lo farà il 1 marzo 2017 con la pubblicazione del nuovo album “Everything Could Happen”.

Il disco

È con “Love’s ambition” che le Freaky Mermaids introducono l’ascoltatore in un piacevole viaggio sognante, ma che a tratti sconfina e, con molta eleganza, assume le sembianze di una sonata introspettiva e ribelle. Conquista altri lidi la più spensierata “Sleight of hands”. Non curante di nessuna etichetta, il terzetto cambia ancora una volta ritmi con “You’re gonna tell me” e introduce per la prima volta nel disco delle percussioni più decise e sicuramente trasportanti.

“Carrots not souls” pone l’accento sulla dimensione strumentale del brano, seppur sul finale la canzone si capovolge e lascia grande spazio alla voce. Incomincia con una melodia armoniosa “The other woman” e continua molto decisa, fra l’altro sul finale la traccia esprime il cantato più coinvolgente dell’intero disco. Davvero appassionante “Everything could happen” che nella seconda metà rivela un’anima inascoltata e piuttosto graffiante, è davvero azzeccata come title track.

Immaginazione e atmosfere oniriche accompagnano “You in me”, una simpatica nota di colore che prova ad alimentare un delicato confronto musicale fra chiarezza e mistero. La conclusiva “Damn your eyes”, dal gusto gentilmente retrò, è protratta verso una dimensione scanzonata ma divertente e conferma egregiamente la struttura suadente dell’album.

Contatti

Sito: www.freakymermaids.com

Facebook: www.facebook.com/freakymermaids 

Ufficio stampa: www.astarteagency.it

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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