Recensione: Il Primo Uomo Dello Spazio (1959)

Bentornati ad una nuova recensione di Culto Underground! Oggi parliamo di Il Primo Uomo Dello Spazio, film del 1959 diretto da Robert  Day.

Il regista

Nato a Richmond nel Settembre del 1922 Robert Day inizia la sua carriera nel cinema passando dall’essere operatore di macchina fino ad arrivare a girare film propri, senza dimenticare una parentesi come direttore della fotografia. Il suo primo film Assassino di Fiducia (1956) riesce ad avere un buon successo ed a dargli la notorietà necessaria a diventare un regista attivo e di spicco. Tra le varie sue produzioni ricordiamo Lo Strangolatore Folle (1958) e una serie di film su Tarzan (iniziata nel 1960 con Tarzan il Magnifico ed andando a concludersi con Tarzan e il Grande Fiume nel 1967). Day si è cimentato anche in alcune prove nella televisione dirigendo episodi di varie serie tv più o meno di successo.

Il film

Il tenente Dan Prescott, durante un volo di prova a bordo del razzo Y-13, disobbedisce agli ordini e attraversa la ionosfera, attraversando, così facendo, anche una sconosciuta polvere siderale. Una volta tornato alla base l’uomo appare, però come una creatura la cui pelle è formata da una scorza fangosa e la cui personalità risulta instabile e potenzialmente pericolosa. In realtà il tenente, passando attraverso la nebulosa spaziale è stato posseduto da un organismo alieno che ne controlla le azioni e che per sopravvivere deve nutrirsi di sangue umano. Toccherà al fratello Charles dell’uomo indagare su quello che sta accadendo, riuscendo ad arrivare a lui seguendo la pista di efferati omicidi che l’alieno si lascia dietro.

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari