Recensione: Jacula – Tardo Pede In Magiam Versus

Cari appassionati di Culto Underground eccoci ad una nuova recensione! Oggi vogliamo portarvi ad esplorare gli antri oscuri del progressive italiano! Infatti oggi parleremo di un disco dalle tematiche misteriose ed esoteriche. Sto parlando di Tardo Pede In Magiam Versus degli Jacula!

Il gruppo

Gli Jacula sono un gruppo dark progressive italiano degli anni ’70. Fondati da Antonio Bartoccetti nel 1968. Il gruppo, nella sua formazione originale era formato dallo stesso Bartoccetti (voce, chitarra, basso), Doris Norton (voce, tastiere, sintetizzatore), Charles Tiring (organo) e dal medium Franz Parthenzy. Esordiscono l’anno successivo la loro fondazione con In Cauda Semper Stat Venenum per poi, tre anni dopo, fare uscire Tardo Pede In Magiam Versus (di cui parleremo in questa recensione). Segue una pausa di quasi quarant’anni (intervallata solo dall’uscita del primo disco in versione CD). Durnte questo periodo la formazione cambia completamente ed accanto a Bartoccetti troviamo Rexanthony (tastiera, sintetizzatore, computer), Florian Gorman (batteria) e la medium Monika Tasnad. Questo ritorno è formato dall’uscita, nel 2011 del disco Pre Viam.
Il gruppo è caratterizzato, in tutte le loro uscite, da un’attitudine ai testi mistici e occulti su sonorità capaci di trasportare in questo mondo oscuro l’ascoltatore.

Il Disco

Tardo Pede in Magiam Versus è un disco capace di trasportare l’ascoltatore con delle sonorità oscure e, potremmo dire, quasi spettrali. L’organo la fa da padrone per molte tracce donando ai veri pezzi un’atmosfera a tratti capace di inquietare l’ascoltarore. Ad essi si sommano i testi, a volte in italiano, a volte in latino ed altre ancora in inglese che, con le loro tematiche, si sposano perfettamente alle strumentali proposte. Tutto il disco pare essere una vasta liturgia dell’occulto che ci viene presentata con testi perfettamente a tema. La prima parte del testo del pezzo d’inizio “U.F.D.E.M.” spiega fin da subito la dinamica del disco: “Uomo di questo mondo,ogni giorno che passa tu stai correndo, dove non lo so e non m’importa. So solo che tu vai e mai ti fermi. Dove arriverai con i progetti tuoi? Forse su nel cielo, a comandare anche Dio. Cammini, cammini verso mondi lontani. I soldi, i soldi, quelli solo tu ami.” Insomma ci troviamo davanti a un disco che sposa tendenze occultiste ma anche una critica al materialismo dell’uomo odierno. Un discorso che viene portato avanti in tutte le le tracce del disco, che si chiude con la sesta soltanto musicale dandoci un senso di completezza del lavoro.

Conclusioni

Questo disco è riuscito indubbiamente a colpirmi nel segno. Senza dubbio mi sono trovato davanti ad un album diverso dalla moltitudine di dischi tutti uguali a se stessi che escono negli ultimi anni. E’ qualcosa che può suonare attuale e, in parte, innovativo, anche a quasi quarant’anni dall’uscita. Un ottima prova con un cantato, quello di Doris Norton, che ho trovato perfettamente adatto per il tipo di disco. Un lavoro che con la sua attitudine, quasi misteriosa e ai confini del reale riesce, in certi tratti, a far venire all’ascoltatore la pelle d’oca. Senza dubbio consigliato sia agli amanti del progressive che a coloro che cercano una musica capace di trasportarli.

Voto: 8,5 / 10

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari