Recensione: Kublai Khan – Annihilation

Voto 8/10

Bentornati cultisti ad una nuova recensione musicale del vostro Sagana. Quest’oggi ci apprestiamo a recensire una vera gemma del Thrash Metal Underground, Annihilation dei Kublai Khan, un disco che qualunque fan del Thrash metal vecchia scuola dovrebbe avere nella propria collezione.

La band

I Kublai Khan si formano nel 1985 per mano di Greg Handevidt, già conosciuto per essere stato uno dei fondatori dei Megadeth, in veste di chitarrista della prima formazione della band, assieme all’amico d’infanzia David Ellefson. La formazione iniziale della band vede Handevidt alla voce e chitarra, mike liska al basso, John Fedde alla batteria e Kevin Idso (Kronk, False Oath) come secondo chitarrista. La band esordisce con la demo Rape, Pillage & Distroy, per poi rilasciare il primo ed unico album ufficiale “Annihilation” due anni dopo. Da qui in poi la band sembra acquistare successo, per qualche anno aprono i concerti a gruppi storici come King Diamond, Kreator, Voivod, etc. ma le vendite del disco non accennano a salire e così nel 1989 la band si scioglie e Handevidt entra in marina. Nel 2003 la band si riunisce per realizzare la demo “Kronk meets Kublai Khan” e Rilascia nuovamente il primo disco sotto la Exit Only Records, tuttavia nonostante gli sforzi la band si scioglie nuovamente, e da allora non ci sono state più notizie di una possibile reunion.

Il disco

Annihilation è un disco semplice. Questo nel Thrash vecchio stampo non può che essere un elogio. Le canzoni sono veloci, cariche e pestate, come dovrebbero essere. Lo stile sonoro è coerente in ogni canzone e ricorda gruppi come Kreator, Annihilator e Detente, mentre le parti di batteria sembrano rievocare i Metallica degli esordi. Nonostante le somiglianze con altre band del periodo, il gruppo dimostra di avere comunque un suo carattere e di seguire una direzione sonora ben precisa.

Death Breath apre il disco e sono di nuovo gli anni 80! Il riff principale è solido, e gli intramezzi acustici sono posti intelligentemente nel contesto, si può dire che questa canzone sia la più rappresentativa dell’intero disco, unendo in se tutte le idee che sono poi sparse nelle altre tracce. Mongrel Horde e Down to the inferno si dimostrano molto più dirette della precedente, quelle dallo stile più ignorante, ma anche le più belle del disco. Il giro di chitarra di Handevidt in Down to the inferno si può facilmente aggiudicare il primo posto tra quelli del disco.

Liars Dice e Passing away sono le meno ispirate e ironicamente anche le peggio registrate del intero lavoro, rendendole più che altro un ascolto di passaggio. Kublai Khan è un gradino sopra le due precedenti, ma si dimostra una traccia un po’ trattenuta, vi è meno violenza e i passaggi ricordano lo stile Thrash della scena californiana.

La strumentale Clash of the swords è un una tirata spaccadenti di 3:10, in cui non si sente la mancanza di lyrics. Battle Hymn (The centurian) chiude il disco con la stessa energia con cui era iniziato, in uno stile più vicino allo speed che al Thrash classico, ove il cantato di Handevidt si adatta meravigliosamente.

Conclusioni

Poco da aggiungere, questo disco è una pietra miliare del Thrash underground, registrazione sporca, riff tirati, batteria pestata e cantato aggressivo fanno di Annihilation un disco da ascoltare e riascoltare per ogni amante del genere. Da Sagana è tutto, fateci sapere la vostra opinione su questo lavoro e questa recensione nei commenti qua sotto!

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!