Recensione libro: GORIZIA NELLA GRANDE GUERRA

Voto 8,5/10

<<“Se sarà femmina si chiamerà Piera, la figlia della guerra”. Primi di novembre del 1918; dopo quattro anni di sofferenze inaudite il ritorno in città del Regio esercito italiano pone fine alla Prima guerra mondiale che ha maciullato, oltre a centinaia di migliaia di giovani vite lungo il fronte dell’Isonzo, il cuore dei goriziani sopravvissuti ai bombardamenti italiani e austroungarici.>>

Intro:

Quest’estate, in una mite serata in città, ero fra il pubblico nel Parco del municipio di Gorizia dove, Roberto Covaz, dialogando con il giornalista Roberto Collini, illustrava un suo nuovo libro “GORIZIA NELLA GRANDE GUERRA“, nel primo appuntamento della rassegna “Autori sotto le stelle”, introdotto dal Sindaco e Assessore alla Cultura, Ettore Romoli. Un primo appuntamento che mi ha piacevolmente coinvolto, sia per l’informalità della serata, utile a coinvolgere ancor più gli avventori, sia per gli argomenti trattati, riferiti a persone che hanno vissuto la Prima Grande guerra. Ecco quindi questa mia nuova recensione, proprio sul libro in questione.

Nota biografica:

L’autore, Roberto Covaz, nasce a Monfalcone nel 1962. E’ un giornalista responsabile della redazione di Gorizia-Monfalcone de “Il Piccolo”. Nella sua carriera ha pubblicato, oltre a “Gorizia nella Grande guerra” (2014), anche “La domenica delle scope” (2012) per Libreria editrice goriziana. Ha al suo attivo diversi libri sulle storie e i personaggi del territorio, tra i quali, per Edizioni Biblioteca dell’Immagine, “Gorizia-Nova Gorica, niente da dichiarare” (2007), “Le abbiamo fatte noi. Storia del cantiere e dei cantierini di Monfalcone” (2008), “Gorizia al tempo della guerra. Memorie di Silvino Poletto, il partigiano Benvenuto” (2010).

Trama:

Nella Nizza austriaca di inizio novecento, una città in veloce espansione, con ville eleganti, nuovi cantieri di ville e palazzi, turismo, fermento e vitalità, prende piede un incomprensibile trambusto, infatti per le strade corre voce che l’arciduca erede del trono austroungarico, Francesco Ferdinando, è morto omicida in un attentato. Morta anche la moglie.

E’ quel passaggio che rende la Grande guerra più vicina, a Gorizia il Regno d’Italia ancora non c’è, gli irredentisti la bramano ardentemente al posto dello stato austriaco. Il libro narra gli accadimenti di quell’epoca attraverso i personaggi, le usanze e i costumi della città. Non dimentica di osservare i numeri, di fornire dati, sulle guarnigioni, gli approvvigionamenti e dettagli sulle attività militari.

La neutralità italiana alle battute iniziali del conflitto, è l’occasione per gli austriaci di non fidarsi più dell’alleato e a Gorizia i militari ungheresi danno la caccia a disertori e a chi persegue ideali irredentisti. Ormai si diffondono le voci di un’imminente entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria. Ai residenti viene imposto il pagamento di una tassa spacciata come prestito di guerra. Per chi non paga sono guai seri. Il desiderio di emancipazione dall’Austria diviene pretesto per perseguire, discriminare e controllare.

Un breve passaggio del libro: “i socialisti europei interventisti fanno breccia su un gruppo di socialisti che si autodefiniscono riformisti. Il loro riferimento è un maestro di Predappio. Dirige il quotidiano socialista “L’avanti” e sostiene le posizioni dei non interventisti. Ma un giorno, senza concordarlo con il partito, cambia posizione. Da neutralista “L’avanti” diventa un organo degli interventisti”.

L’antagonismo italiano dopo la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria sarà per l’autore un punto centrale, utile a raccontare la lotta per la libertà, che coinvolge civili e soldati, che costerà un carico di morte terrificante. Tutto ciò spiegando e illustrando l’impegno e la partecipazione a questa terribile guerra, ed anche incosciente, dai punti di vista di Gorizia e dei goriziani.

Aspetto illustrativo:

In modo molto efficace, l’autore del libro riesce a fornirci tutte le caratteristiche specifiche della grande guerra a Gorizia. Nel libro rintracciamo una serie di fotografie dell’epoca che mostrano i posti e i luoghi dei conflitti al tempo stesso della guerra, nei giorni degli sviluppi di accadimenti e battaglie, che hanno poi consegnato un’identità peculiare al territorio del goriziano.

Roberto Covaz stampa sul suo libro, fra le altre fotografie: “La caserma Arciduca Ranieri” del 1900, una truppa di “artiglieri austroungarici di stanza a Gorizia” o, ancora, “goriziani costretti a vivere nelle cantine per proteggersi dai bombardamenti”.

Da lettori, appassionati di quel periodo storico, è molto importante avvalersi anche dell’aspetto visivo, per farsi un’idea chiara e che possa aiutare i pensieri a capire meglio le tematiche e i risvolti della Grande guerra per Gorizia.

Conclusioni:

Per merito di questo libro, il lettore ha la possibilità unica di addentrarsi, da spettatore, negli eventi che resero la Prima Grande guerra così unica e cruenta, con questo saggio in forma di racconto si potranno cogliere elementi peculiari, caratteristiche univoche del conflitto.

L’autore regala emozioni al lettore per tutta la durata del libro. Permette di capire i retroscena degli accordi fra Stati, di conoscere la rabbia, la frustrazione, la paura ma anche la gioia, le speranze e la buona volontà di chi il conflitto lo ha vissuto sulla propria pelle.

Per il lettore è un ottimo modo per uscire dall’epoca digitale per qualche ora al giorno, immergendosi in sentimenti ed emozioni di altri tempi, per conoscere meglio momenti di un conflitto che ha trasformato e segnato la via che tutt’oggi stiamo ancora percorrendo, forse con meno ardore di un tempo, più disillusi, ma con più esperienza.

Scheda Libro:

Editore: Leg Edizioni Srl
Autori: Roberto Covaz
Anno: Maggio, 2014

Link: www.leg.it/index2.php/catalog/product/view/_ignore_category/1/id/66426/s/gorizia-nella-grande-guerra/

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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