Recensione: Your Lie in April

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Bentornati cultisti ad una nuova recensione a tema anime! Oggi parliamo del discusso Your Lie in April!

L’opera

Shigatsu wa kimi no uso ( your lie in april ) è un anime drammatico romantico a tema musicale della stagione invernale 2014/2015. Tratto dall’omonimo manga di Naoshi Arakawa, l’anime si compone di 22 puntate contro gli 11 volumi dell’opera originaria. Vanta uno stile grafico d’eccezione, un’animazione di ottimo livello e un character design non eccezionale, ma immediatamente riconoscibile.

Tra gli appassionati di anime fansub questa serie ha fatto molto parlare di se, nel bene e nel male, sebbene a volte duramente e soggettivamente criticata, vi sono dei punti in comune riconoscibili in tutte le recensioni non completamente positive: 1. La scarsa originalità della trama 2. L’approfondimento approssimativo dei personaggi comprimari 3. Uno svolgimento eccessivamente improntato sul dramma.

E sebbene in parte questi punti si possano riscontrare nell’opera di cui stiamo parlando, mi ha stupito vederli segnati come problemi principali nelle recensioni, in quanto credo che siano conseguenze ovvie della scelta compiuta dal regista dell’opera: creare un’opera emozionale piuttosto che contenutistica. Ed in questo senso “Your lie in April” risplende, in quanto non credo di aver visto fino ad ora delle così precise e studiate tempistiche nel creare un’emozione in particolare nello spettatore con singole scene o grazie all’unione di musica, animazione e parole. A livello simbolico, per quanto viziato di una certa semplicità, vi sono ottimi momenti, che mi hanno ricordato opere di Hideaki Anno, non per bellezza o per complessità, ma proprio per un palese tentativo di emulazione che ha portato però a scene di indiscutibile interesse narrativo/emotivo.

Il dramma principale che macchia l’opera, purtroppo è molto più sottile e per i meno avvezzi al genere romantico, che magari non seguono questo genere in ogni corrente artistica, potrebbe risultare bizzarro da leggere. Tuttavia ad un’attenta analisi anche i più dubbiosi finiranno per concordare su un punto, ciò che deturpa e sconfigge quest’impeccabile serie è di certo la co protagonista femminile Kaori Miyazono.

Protagonista solo di nome, il personaggio che dovrebbe rappresentare l’interesse romantico del protagonista maschile, si rivela essere una perfetta pixie dream girl, ovvero, per chi non avesse presente il termine, un personaggio, solitamente femminile, privo di spessore e background che aiuta il protagonista a superare una fase della sua vita senza chiedere nulla in cambio per puro amore nei suoi confronti e Kaori non sfugge nessuna tra queste caratteristiche.

E’ un personaggio che compare spesso all’inizio della serie, per poi svanire man mano durante gli episodi, per lasciare spazio al protagonista maschile e la sua vita, lo aiuta a coronare il suo sogno e una volta concluso il compito ricade in una linea narrativa tipica delle pixie che non citerò per evitare spoiler.

E’ doveroso aggiungere che altri personaggi presenti nella serie sebbene compaiano per poche puntate sono caratterizzati doverosamente e possegono tratti e personalità proprie. Inoltre il protagonista è la stella del programma, un essere umano estremamente complesso. Sebbene la sua storia sia comune, è il modo in cui viene rappresentata ad esaltarla ed a salvarlo dall’oblio. Inoltre vi è un secondo interesse romantico che rappresenta un personaggio femminile così come dovrebbe essere, dalla personalità unica che non si limita ad una copia delle idee del protagonista, ma con un interesse sincero nei suoi confronti.

E’ sempre un peccato veder utilizzati trucchi narativi come la pixie dream girl per raccontare una storia di crescita, inoltre si denota un certo timore da parte dello sceneggiatore nel trattare temi più adulti che possono risultare pesanti per un adolescente, abbassando così il livello della sceneggiatura.

In film come “Eternal sunshine of the spotless mind” o nel leggere opere come “Gridare amore dal centro del mondo” troviamo personaggi simili che però hanno un proprio carattere, una linea narrativa e una loro risoluzione e non sono completamente succubi dell’esistenza del protagonista.

You lie in April mi ha piuttosto ricordato “Cercando Alaska” libretto senza troppe pretese che cercando un suo spazio in questo tipo di narrativa, si ispira da una parte e dall’altra e finisce per non essere nè carne nè pesce.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!