Recensione: L’invasione Dei Mostri Verdi (1963)

L’invasione Dei Mostri Verdi, film del 1963 di Steve Sekely e piccolo cult dello sci-fi è il protagonista della recensione di culto di oggi! Andiamo a vedere più approfonditamente di cosa si tratta!

Il regista

Nato nel 1899 Steve Sekely è stato un regista di origini ungheresi. Inizia la sua carriera come regista nella Germania dei primi anni ’30, lavoro a cui ha affiancato l’inizio della sua attività registica, iniziando fin dalla prima metà del decennio ha girare film (tra cui Avventura a Budapest e Professor Mistero, rispettivamente del 1933 e 1938). Fuggito dall’Ungheria prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale ha poi lavorato ad Hollywood per gran parte della sua carriera. Lavora, tuttavia, anche a produzioni estere, una di queste è proprio L’invasione Dei Mostri Verdi (1963), (tratto dal libro L’Invasione Dei Trifidi di John Wyndham del 1951) che diventerà un piccolo cult degli appassionati della fantascienza con sprazzi orrorifici. Gira il suo ultimo film The Girl Who Liked Flowers nella sua terra d’origine nel 1973. Morirà sei anni dopo a Palm Springs.

Trama
In una nottata che sembra come tutte le altre la terra viene colpita da una pioggia di meteoriti che rende tutti quelli che l’hanno guardata ciechi e che diffonde su tutto il pianeta i semi dei trifidi, piante carnivore di origine aliena capaci di muoversi e capaci di attaccare l’uomo.
L’ufficiale di marina Bill Masenriesce scampare alla cecità per un caso fortuito e tornando alla sua nave incontra una ragazzina, anch’essa vedente. I due partiranno per un viaggio che li porterà a toccare diverse città europee in una vera e propria lotta per la sopravvivenza contro i mostri.

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari