Recensione: Love Exposure (2008)

Love Exposure film poster

Ben ritrovati cultisti ad un nuovo appuntamento con il cinema underground! Ed in questo caso parliamo di Love Exposure, un film di Sion Sono che il regista M. Landis non ha esitato a definire “il migliore al mondo”.

Sion Sono

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Il prolifico regista giapponese nasce a Toyokawa (Aichi) nel dicembre del 1961, ed inizia la sua carriera nel mondo del cinema con Bicycle Sighs (1990) il suo primo film dopo cinque anni di soli cortometraggi e collaborazioni. In Giappone inizia a farsi notare con il thriller The Room nel 1992, mentre all’estero Sion Sono si farà conoscere nel 2002 con l’affascinante Suicide Club per poi riaffascinare l’occidente con Strange Circus nel 2005 e Love Exposure nel 2008. In particolare quest’ultimo film otterrà una critica molto positiva, a volte anche entusiastica, sia dalla critica che dal pubblico. Tuttora attivo, Sion Sono ha girato almeno un film all’anno dopo Love Exposure, di cui citiamo tra i più interessanti Cold Fish, Guilty of Romance e Love & Peace.

Love Exposure

 

Quel che vien da chiedersi guardando Love Exposure è come possa un film di quattro ore che tocca temi come l’incesto, la religione e l’industria del porno senza nascondersi, essere stato apprezzato in tal modo oltre che dall’ovvia critica, anche dal pubblico occidentale.

Love-Exposure-Pray-RainPubblico che non viene per nulla facilitato nel capire il punto di vista completamente giapponese del film sulle scelte dei protagonisti e che senza una, anche minima, conoscenza pregressa della cultura artistica giapponese, difficilmente potrà cogliere tutte le citazioni e i messaggi che il film invia allo spettatore.

Mi spiego meglio, il protagonista Yu Honda nasce in una famiglia cattolica in Giappone, e già questo, se ad un pubblico occidentale può apparire più che normale, è in vero decisamente raro nel paese del sol levante, in quanto il Cristianesimo è una religione minore rispetto al Buddismo.

La madre di Yu muore quando lui è ancora bambino, ma prima di lasciarlo chiede a Yu di trovare la sua “Maria”, ovvero la donna che amerà più di se stesso. Suo padre affranto, decide di farsi sacerdote. Per diverse ragioni che non staremo qui a spiegare il padre di Yu, passa dall’essere un buon padre ed un buon sacerdote, all’essere solamente un sacerdote, in cerca di tutti i peccati dell’animo umano.

Per tale motivo, per riavvicinarsi al padre, Yu inizia a peccare, si unisce ad una banda di teppisti e decide di diventare un pervertito che fotografa le mutandine delle ragazze per strada.panty-shot-love-exposure

Peccando il padre/sacerdote è costretto ad ascoltarlo e comprendendo la strada presa dal figlio a comportarsi, almeno una volta al giorno nel confessionale, da padre.

holy-mary-love-exposureAnche in queste scene i riferimenti alla cultura giapponese traboccano, in particolare alla cultura otaku e a quella del porno amatoriale voyeuristico che tanto spopola in Giappone.

Persa una scommessa con i suoi amici Yu si trova costretto a vestirsi da donna e a baciare una sconosciuta in città. Qui Yu incontrerà la sua Maria ed inizierà la parte più intensa di Love Exposure.

shootgun-blood-love-exposureDa notare come il costume che indossa Yu è quello di Sasori, la protagonista del film Female Prisoner 701, cult giapponese.

Fino a questo momento (siamo ad un terzo del film), Love Exposure si è dimostrato un film che risolve il dramma con la comicità e una visione alternativa della vita, ma da quest’istante in poi, con l’incontro della sua Maria, la storia cambia, e passa dal comico al dramma con momenti che toccano l’orrore e sfiorano il cinema di tortura.

Il film tratta temi molto pesanti, ma mai in modo volgare o eccessivo. Non si nasconde dietro la morale o la censura totale come i film hollywoodiani, ma al contempo non esprime i suoi messaggi in modo così diretto come un A Serbian Film. È interessante notare come l’ottimo Ballata dell’Odio e dell’Amore uscito due anni dopo per mano di Álex de la Iglesia, ci mostra una visione occidentale della stessa struttura narrativa e condivide diversi temi con Love Exposure. Pertanto se ne apprezzate uno, finirete quasi certamente per apprezzare l’altro.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!