Recensione: Maieutica – R.E.S. (2016)

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Un affettuoso saluto a tutti i nostri lettori di Culto Underground dal vostro fedele scribacchino Metallo! Come ogni venerdì è giunto il momento della consueta recensione settimanale e questa volta è il mio turno di accompagnarvi nella scoperta delle piccole gemme dell’underground nostrano (e non solo) e di spostare il riflettore su artisti poco conosciuti dal grande potenziale o meritevoli di maggior successo. Quest’oggi ci occupiamo del secondo album del quintetto padovano Maieutica intitolato “R.E.S.”, un lavoro di una certa profondità e complessità che cerca di unire in maniera compatta elementi da vari generi come prog, alternative rock, un pizzico di darkwave, desert rock e metal creando una combinazione che la stessa band ha etichettato come “Rock Pensante”. Saranno riusciti a creare una “ricetta” musicale con sufficiente gusto e raffinatezza? Andiamo a scoprirlo!

LA BAND

I Maieutica sono un gruppo di molta esperienza, essendosi formati nel 2007 a Padova ed avendo calcato instancabilmente per quasi dieci anni i palchi della Penisola ed i concorsi nazionali dedicati alla musica. La formazione, con Thomas Sturaro dietro al microfono, Matteo Brigo e Riccardo Zago alle chitarre, Luca Serasin al basso e Mirco Zilio dietro le pelli, ha presentato nel 2012 il loro primo disco, intitolato Logos”, attirandosi un ottimo successo anche a livello internazionale e l’attenzione di esperti del settore quali Gianni Della Cioppa, John Vignola, Nicky Baldrian e Lucas H. Gordon e di siti come Ondarock e Metal.it. Nel loro continuo tentativo di evoluzione artistica anche in altre forme di espressione ed assecondando una vena “teatrale” da sempre presente nella band il quintetto nel 2013 ha debuttato a teatro con la loro “rock opera“Trascendenza”, la quale si propone di unire la vitalità del rock con la potenza espressiva della recitazione, della pittura e della danza. A gennaio 2016 c’è il ritorno sulle scene musicali con un nuovo lavoro, il concept-album “R.E.S”. (“Risonanze, Echi, Suggestioni”) nel quale la band propone un viaggio introspettivo nel profondo dell’animo umano e gli aspetti più enigmatici della mente umana.

IL DISCO

Da una band con nove anni di vita artistica è bene attendersi un sound ben definito e raffinato ed in questo i Maieutica mantengono pienamente le aspettative. La base sonora si può ricercare nel progressive moderno di band come i Threshold, Haken e Riverside, alla quale il quintetto aggiunge un’atmosfera a tratti in linea con gli Anathema ed i Katatonia più ariosi oltre che al goth rock “siderale” dei Fields of The Nephilim di “Elizium” ed una energia che a tratti trasuda dagli assoli e le parti vocali che non sfigurerebbero negli standard del metal ottantiano, il tutto sempre con gusto ed equilibrio tale da mantenere l’evidente personalità ed originalità di sound tipiche delle band capaci di risaltare negli affollati panorami odierni. L’utilizzo di sonorità orientaleggianti e composizioni ariose coadiuvate da synth molto “space rock” crea immagini mentali aliene e piacevolmente eteree nell’ascoltatore degne del “Dune” di Frank Herbert (ed il titolo della canzone “Spezie” di sicuro aiuta il collegamento!) nelle quali si fa strada la voce carismatica e ricca di autorità di Thomas Sturaro. Tra le memorabili melodie delle chitarre di Brigo e Zago ed una sezione ritmica formata dal basso sempre piacevolmente presente di Serasin e le soluzioni creative della batteria di Zilio sono proprio le linee vocali orecchiabili e ricche di passione di Sturaro a fare da collante e a dare ancora più personalità alla band, grazie ad un piglio talvolta istrionico e leggermente teatrale che riesce a portare alla vita i testi criptici ed originali ideati dai vari componenti della band. Ogni traccia dell’album riesce a risultare immediatamente riconoscibile dalle altre e presenta spunti interessanti che aiutano a mantenerle memorabili: in particolare, oltre alla già citata “Spezie”, a spiccare sono le tre parti di “Sahara”, la versione musicata della poesia “Sesamo” del poeta Renzo Cremona, “Anche Per Quando Non Ci Cercheremo Più” dall’intro quasi post-punk alla Diaframma ed il momento più atipico e forse più riuscito dell’album, la ballad dal gusto folk decisamente marinaresco “Maelstrom”. Tutta la proposta musicale, così dettagliata e ben caratterizzata, perderebbe però di efficacia se non fosse coadiuvata da una produzione all’altezza ed anche in questo i Maieutica hanno dimostrato molta attenzione, richiedendo i servigi in fase di registrazione e mixaggio del grande chitarrista Alex De Rosso (Dokken, King of Balance, Joseph Williams, Headrush…), il quale riesce a dare il giusto spazio a tutti gli strumenti e a bilanciare sapientemente i vari strati che compongono ogni fase delle tracce di “R.E.S.”

CONTATTI

FACEBOOK: https://www.facebook.com/Maieutica-25594119911/?fref=ts

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Fin da bambino Alex Baldassi è stato guidato da una insaziabile curiosità verso l'arte e la cultura. Adora immergersi nel profondo mare della scena artistica underground e riportare in superficie le migliori perle recenti ed i classici ingiustamente dimenticati, così come girare per i mercatini dell'antiquariato e scandagliare i negozietti alla ricerca di piccoli tesori nascosti qua e là. Dopo essersi laureato in Lettere Moderne all'Università di Udine sta continuando gli studi in Giornalismo a Siena, collaborando nel frattempo alla webzine "Culto Underground" del suo amico Sagana dove si diletta a scrivere di musica, fumetti, film e videogiochi.
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