Recensione: Murubutu – La Bellissima Giulietta E Il Suo Povero Padre Grafomane

Cari cultisti bentornati ad una nuova recensione di Culto Underground! Oggi voglio parlarvi di un artista di cui in passato abbiamo già affrontato un lavoro, Murubutu. Dell’mc emiliano abbiamo già parlato recensendo Gli Ammutinati del Bouncing, la sua ultima fatica (per dare una letta alla vecchia recensione cliccate qui). Oggi voglio parlarvi invece del suo secondo disco, il mio preferito, La Bellissima Giulietta E Il Suo Povero Padre Grafomane!

L’artista

Avvicinatosi alla cultura dell’hip hop come breaker, skater e writer in un secondo momento si avvia verso il ruolo di MC che sarà quello che porterà avanti definitivamente. Nel 1991 fonda con Depy MC, Mastrosuono e Muracaman i Kattiveria Posse, il primo collettivo musicale di Reggio Emilia legato alle Posse. Vince in quegli anni diversi concorsi musicali della regione e fa successo con esibizioni di political rap molto particolari, condite con rappresentazioni quasi teatrali con tanto di abiti d’epoca. Nei suoi anni di attività come posse i Kattiveria Posse produrranno Nati in Kattività, un demotape, e l’ep Scellerati nella Prassi. Nel 1999 entrano nel crew Dj Gamon, U.G.O. ed il Tenente e il nome del gruppo viene cambiato in La Kattiveria. La Kattiveria ha composto fino ad oggi due album, nel 2006 Dove Vola L’Avvoltoio e due anni dopo Sillabum Delirorum. L’anno successivo Murubutu pubblica il suo primo disco da solista Il Giovane Mariani e Altri Racconti. Dopo due anni è la volta di La Bellissima Giulietta e il suo Povero Padre Grafomane. Il terzo disco, Gli Ammutinati del Bouncing, vedrà la luce nel 2014. Caratteristica dei vari dischi di Murubutu sono testi dove ha grosso peso lo storytelling e con una grande precisione storica nel racconto dei fatti. Inoltre l’alto livello tecnico del rap dell’mc emiliano lo porta ai massimi livelli anche nell’esecuzione del testi.

Il Disco

La Bellissima Giulietta e il suo Povero Padre Grafomane è un disco davvero interessante che ci porta fuori dai soliti canoni degli argomenti del rap. Murubutu è un cantastorie che ci racconta fatti e avventure di persone di tutti i giorni immettendole in un contesto carico di attualità. Anche i pezzi che ci parlano del passato sono molto particolareggiati e storicamente impeccabili. Impeccabili sono anche le descrizioni di paesaggi e luoghi che vengono perfettamente rese in modo da poter essere ben immaginate e capite da chi ascolta. Una capacità di contestualizzare che da una marcia in più ad ogni pezzo. Il disco è completamente narrativo, e cimentarsi nel suo ascolto è quasi un’esperienza letteraria. Ogni traccia, infatti, rappresenta un racconto che, attraverso le strofe di ogni pezzo, viene raccontata perfettamente con una linea narrativa chiara e senza buchi o tempi narrativi morti. Il linguaggio alto e i giochi di parole raffinati, che sono un’altra caratteristica vincente del lavoro, non sono però un problema per l’ascoltatore che riesce a seguire ogni discorso ed ogni linea di testo senza difficoltà.

Conclusioni

La Bellissima Giulietta e il suo Povero Padre Grafomane è un disco davvero bellissimo e particolare. Al di fuori dai normali testi della musica rap Murubutu ci presenta un lavoro caratterizzato da una tendenza al raccontare che non risulta mai pesante o noioso. Che i pezzi abbiano una base storica ( Mari Infiniti, La Collina Dei Pioppi) o siano semplici prove narrative (Anna e Marzio) riescono comunque a tirare in ballo l’ascoltatore che riesce ad immedesimarsi in ogni singola traccia. L’abilità tecnica di Murubutu, inoltre, è una piacere per l’ascolto sia per chi ha una certa conoscenza di questo genere musicale che per chi è novizio del rap e che si trova davanti ad un disco diverso dal solito e fuori dall’ordinario. Insomma più che un semplice lp abbiamo davanti un opera letteraria che sfogliamo traccia per traccia. In definitiva questo è un disco di altissimo livello che mi sento di consigliare sia agli amanti del genere che a coloro che non sono avvezzi al suo ascolto. In un periodo musicale dove, in Italia, ogni genere (in particolare il rap al momento) si sta mischiando con pop infilando una serie di risultati scadenti e plasticosi, prendersi poco meno di un’ora per ascoltare questo disco è senza dubbio un toccasana.

Voto: 8,5 / 10

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari