Recensione: Myrddin – Gli anelli

 

gli anelli cover

Bentornati cultisti ad un nuovo articolo! Oggi vi porteremo in quel mondo magico e fantastico creato dai Myrddin, gruppo di ispirazione tolkeniana, siete pronti? Iniziamo!

I Myrddin

Il gruppo Savonese si forma negli anni ’90 grazie alla collaborazione dei fratelli Pesenti ed fino all’ultimo disco poteva contare su cinque compnenti che poi formeranno il nucleo originario della “Compagnia della casaccia” progetto secondario rispetto ai Myrddin.
Il quintetto ha all’attivo quattro dischi, i primi due “Myrddin Q at Duffy Pub” e “Ginevra” sono figli delle esperienze fatte in Scozia dal gruppo tra il 96 e il 97, sono ispirati a melodie irlandesi e folkloristiche, con qualche richiamo alle radici liguri.
“Gli Anelli” e “Il Drago” sono invece creati in collaborazione con la società Tolkieniana italiana e si concentrano pertanto sulle opere dell’autore fantasy.
Una svolta tematica e musicale completa ma prevedibile, visto che lo stesso nome del gruppo, è il nome originario di Merlino.

L’album Gli anelli

Oggi parleremo in particolare del terzo album del gruppo, gli anelli, album dedicato, rispetto al successivo, alla trilogia più famosa dell’autore.
Il disco esce in concomitanza con l’uscita del film “Il ritorno del re” e ne cita anche qualche parte forse per approfittare del successo e del rinnovato interesse verso l’opera tolkeniana.

Gli anelli è un album tranquillo, immersivo, in cui ci si perde per le vie e le città della terra di mezzo accompagnati dalla dolce voce della cantante e dalle melodie di ispirazione irlandese. La strumentazione del disco è varia e gli strumenti si esprimono come un coro di voci che sussurrano storie ai viandanti pronti ad ascoltare le storie del flauto, gli scherzi del violino e le battute dei tamburi imbevuti di birra nanica.

La voce di Eliana per quanto un po’ fioca e atona, riesce a creare comunque quell’immagine di elfa dei boschi intenta a cantare le fiabe del suo popolo bagnata dalla rugiada mattutina.

Le canzoni si susseguono una dopo l’altra velocemente come i grani del rosario, tutte sullo stesso tono, tutte simili nell’atmosfera e nella melodia, mostrando forse l’unico vero difetto del disco: la ripetitività.

 

 

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!