Recensione: Ottone Pesante – Brassphemy Set in Stone (2016)

Un caloroso bentornato ai nostri veterani lettori ed un benvenuto a quelli nuovi dal vostro fedele scribacchino Metallo! Come ogni venerdì è arrivato il momento della Recensione della Settimana  di Culto Underground ed è finalmente il mio turno di accompagnarvi in questo viaggio nelle proposte artistiche più interessanti della scena underground italiana ed internazionale. Quest’oggi ci occuperemo più in particolare di Brassphemy Set in Stone, il primo full-lenght del trio metal sperimentale romagnolo Ottone Pesante, un poderoso ceffone alle convenzioni di genere che vogliono il metal ancorato saldamente come strumentazione a chitarra, basso e batteria. Il gruppo di Faenza propone infatti un mix alquanto variegato di thrash, death, doom e groove metal suonato invece da tromba e trombone.  Un’idea senza dubbio alquanto estrosa, uno scenario ancora in larga parte inesplorato nel genere a parte da pochi e radi precursori ma basta l’originalità a decretare il successo del progetto? Saranno riusciti i Nostri a dare carne ad un progetto organico che non si limiti ad un artificioso espediente o saranno crollati sotto il peso delle loro ambizioni? Sono tutte domande lecite da chiedersi; andiamo a scoprire assieme come se la sono cavata gli Ottone Pesante!

LA BAND

Il trio nasce nel 2013 a Faenza per opera di Paolo Raineri (tromba) e Francesco Bucci (trombone), ai quali si è aggiunto prima Simone Cavina ed oggi Beppe Mondini alla batteria. I tre, dopo aver collaborato singolarmente o assieme con artisti quali i Calibro 35, Baustelle, Iosonouncane e Pat Mastelotto (batterista dei King Crimson) hanno cercato di mettere insieme le proprie capacità tecniche e compositive per adattare il sound metal di band come Slayer e Meshuggah alla strumentazione a fiato, pubblicando prima il 1 novembre 2015 l’EP omonimo ed imbarcandosi poi in ben 90 date in giro per la penisola e l’Europa. Dopo un anno il trio romagnolo torna sul luogo del misfatto e dà alle stampe il 15 novembre 2016 per B.R.ASSSoloMacelloToomiLabs l’album Brassphemy Set in Stone, un disco dal feeling molto live registrato in presa diretta in soli 4 giorni di intensa attività.

IL DISCO

Il primo lavoro degli Ottone Pesante inspira al primo ascolto idee apparentemente contraddittorie tra loro ma in questo contesto funzionali alla ricerca musicale del trio. Tra le influenze conclamate ci sono il thrash indiavolato degli Slayer ed il “caos controllato” dei Meshuggah ma l’utilizzo di strumenti a fiato in contesti di metal estremo o hardcore fa pensare anche ai lavori seminali dei romani Zu, i folli progetti Painkiller e Naked City di John Zorn o i recenti lavori di Brain Tentacles e degli Shining norvegesi. Queste però sono similitudini solo di facciata perché rispetto a queste altre proposte artistiche gli Ottone Pesante sono più “integralisti” nel loro utilizzare al di fuori della batteria solamente ottoni (niente basso ad accompagnarli e dare più profondità, ad esempio) e nell’utilizzare al posto dei sax con distorsioni aggiunte una tromba ed un trombone dal sound molto più naturale dei competitori. Si crea quindi un intrigante contrasto tra l’assalto frontale creato dalla batteria di Mondini, che non lesina su tecniche e fills degni di thrash e death metal, e gli ottoni di Raineri e Bucci che per quanto impetuosi mantengono sempre un grande senso della melodia e sonorità accessibili agli ascoltatori. Feroce ma melodico, tecnico ma accessibile: una contraddizione in musica, giusto? Invece in generale l’idea funziona, anche grazie alla varietà di composizioni e stili che il trio ci presenta. Si passa senza soluzioni di continuità da qualcosa che potrebbe ricordare i Necrophagist in “Copper SulpHate” (hanno proprio il fiuto per i giochi di parole i tre, eh?), ad un assalto groovy in pieno stile Meshuggah di “Pig Iron” e “Torture Machine Tool” o ad un funereo doom in “Trombstone” (eh sì, proprio così…), senza dimenticare il thrash che si mostra con forza in “Redsmith Veins” e “Brutal”. Tutti contesti in cui i tre si muovono agilmente, mostrando tecnica ed inventiva: il problema è che forse un po’ il flusso del disco risente dei vari cambi stilistici, anche per il posizionamento a metà disco di “Trombstone” che per quanto riuscita rallenta un po’ troppo l’iniezione di adrenalina in cui fino a quel momento era immerso l’ascoltatore. Va detto che in ogni caso nessuna delle tracce esagera in durata (la più lunga non raggiunge i 6 minuti) e quindi il disco ha la brevità adatta a numerosi ascolti, sempre se il suono frenetico e talvolta lievemente estraniante degli ottoni riesce a tirarvi all’interno del loro impetuoso vorticare. Non è detto che il feeling “metal” ricercato dal trio di Faenza raggiunga tutti gli ascoltatori abituati a sentire chitarre e bassi distortei, forse in un futuro lavoro con un maggiore uso degli effetti sugli strumenti il tutto sarà ancora più immediatamente riconoscibile ma l’esperimento degli Ottone Pesante per ora si può dire in ogni caso sostanzialmente riuscito

CONTATTI

BANDCAMP: https://ottonepesante.bandcamp.com/album/brassphemy-set-in-stone

FACEBOOK: https://www.facebook.com/ottonepesante/?fref=ts

SITO UFFICIALE: http://www.ottonepesante.it/

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Fin da bambino Alex Baldassi è stato guidato da una insaziabile curiosità verso l'arte e la cultura. Adora immergersi nel profondo mare della scena artistica underground e riportare in superficie le migliori perle recenti ed i classici ingiustamente dimenticati, così come girare per i mercatini dell'antiquariato e scandagliare i negozietti alla ricerca di piccoli tesori nascosti qua e là. Dopo essersi laureato in Lettere Moderne all'Università di Udine sta continuando gli studi in Giornalismo a Siena, collaborando nel frattempo alla webzine "Culto Underground" del suo amico Sagana dove si diletta a scrivere di musica, fumetti, film e videogiochi.
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