Recensione: Princesse de Rien – RoBERT

Voto 8,5/10

Bentornati cultisti ad una nuova recensione del vostro Sagana, in quest’occasione vi parlerò di una cantante piuttosto famosa in Francia e in Giappone, ma che non è mai riuscita a portare la sua fama oltre ai confini di questi due stati, vi sto parlando di: RoBERT.

Biografia

Myriam Roulet, meglio conosciuta come RoBERT nasce a parigi nel 1964 e a soli dieci anni di distanza inizia già a mettere piede nel mondo dell’arte attraverso lo studio della danza. Per via di una decalcificazione ossea è costretta però ad abbandonare il ballo pochi anni dopo e fino al 1990 non si sa più niente della sua vita artistica.
Nel novembre del 1990 Myriam rilascia il suo primo singolo sotto il nome di RoBERT, “Elle se promène” che diventa una hit in Francia e in Giappone e attira l’attenzione di produttori e artisti, tra cui Mylène Farmer, una famosa cantante francese, che aiuta la giovane promessa a farsi spazio nel mondo delle trasmissioni radio e degli spettacoli pubblici.
Nel 1993 registra il suo disco d’esordio, Sine, contenente canzoni originali e cover, seguito quattro anni dopo dal disco del cambiamento “Princess de Rien”. Nel corso della sua carriera RoBERT ha pubblicato 7 album da studio, due live, quattro compilation ed è ancora in attività.

 

L’opera

Princesse de Rien, come detto prima, è l’opera con cui Myriam costruisce le basi dello stile che l’hanno portata al successo. La sua voce interpreta ogni testo con un impostazione teatrale esaltata dai continui effetti di eco e coro. Le basi sono un incontro tra il dreampop e il goth con forti impressioni barocche, come si può notare da clavicembalo, viola e flauto sposati sorprendentemente bene con le sottobasi campionate creando un atmosfera sognante e delicata.
A livello di testi RoBERT dimostra varietà, passando da canzoni d’amore a metafore sull’AIDS, fino a racconti fiabeschi, come quello della principessa del nulla che con l’immaginazione crea un intero regno. Vi sono poi un paio di canzoni tratte, fattore ricorrente nella sua carriera musicale: psaume, reintrepretazione di una canzone tradizionale cinese e la cover di L’ècharpe di Maurice Fanon, inoltre nel 2000 quando il disco viene ristampato viene aggiunta una canzone introduttiva l’appel de la succube scritta dalla romanziera belga Amèlie Nothomb appositamente per Myriam, in quanto fan del disco.
Princess de Rien è tra gli album del progetto RoBERT quello che meglio rappresenta il tentativo dell’artista di unire moderno e antico in uno spazio musicale atmosferico ed onirico. I successivi Celle qui tue, six pieds sous terre e sourde et aveugle non riusciranno, per quanto splendidi, a raggiungere lo stesso equilibro di forze che troviamo in questo lavoro.

 

Conclusioni

Princesse de Rien è l’album migliore per avvicinarsi a RoBERT, ed è un disco consigliato soprattutto a chi cerca un esperienza musicale atmosferica, calma e sognante, per chi vuole estraniarsi dalla realtà di tutti i giorni ed immergersi in mondi fantastici e surreali. I fan del dreampop e del goth più atmosferico potranno trovare in RoBERT un equilibrato connubio di stili e tecniche tratte da entrambi i mondi, mentre per tutti gli altri dovrebbe bastare la splendida voce di Myriam a convincere all’ascolto. In conclusione consiglio a tutti questo disco, ascoltatelo e fateci sapere cosa ne pensate nei commenti qua sotto 🙂

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!