Recensione: ReLife

 


ReLife

Relife è un anime di 13 puntate, dell’estate del 2016, trasposizione dell’omonimo manga ancora in corso. E’ quindi da considerarsi una prima stagione, priva di un finale conclusivo. Detto questo le mie impressioni su questa prima stagione si possono dire positive. L’anime è ben disegnato ed animato, e risulta in linea con gli standard attuali, pur non eccellendo in nulla. La colonna sonora è gradevole, né invasiva né sottotono, dai toni leggeri tipici degli anime comico scolastici classici.
La storia racconta di Arata Kaizaki, che a ventisette anni ha perso il suo lavoro e sopravvive grazie ai soldi inviatigli dai genitori e piccoli lavoretti part-time. Proprio quando per Arata la sorte sembra volgere al peggio, e i suoi genitori gli tagliano i fondi, un uomo misterioso gli propone un’alternativa piuttosto bizzarra. Ryou Yoake, questo il nome dell’uomo, gli propone di partecipare all’esperimento ReLife. Arata dovrà prendere una pillola che lo farà tornare all’aspetto di quando aveva diciassette anni, e con tale aspetto dovrà tornare a frequentare le superiori per un anno. Durante quell’anno la ReLife Research gli pagherà tutte le spese e alla fine dell’esperimento gli troverà un posto di lavoro fisso. Arata accetta incredulo, quella fortuna dal cielo e dopo essere tornato un ragazzo (anche se solo d’aspetto) inizia il suo anno scolastico, con le più rosee aspettative, quello che non si aspetta però e di trovare Ryou, come compagno di scuola, anch’esso ringiovanito dalla stessa pillola.

L’anime segue quindi le vicende di Arata che ringiovanito solo d’aspetto si trova costretto a riprendere i duri ritmi delle scuole superiori e si trova immischiato in tutte le problematiche dei suoi compagni ancora adolescenti. Questo genera ovviamente tutta una serie di sketch comici, davvero ben riusciti, che mantengono viva l’attenzione dello spettatore. Tuttavia quando l’anime prova ad avvicinarsi a temi più maturi o a proporre del dramma, risulta scontato e poco convincente. Inoltre parte dei “segreti” che vengono svelati durante la serie, appaiono piuttosto forzati e mal mascherati, rovinando l’effetto sorpresa.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!