Recensione: Resonance Room – Untochable Failure

 Untochable Failure cover

Cari estimatori e amici di Culto, o anche cari curiosi che occhieggiate il nostro blog..questa sera, complice uno stato d’animo non molto allegro, ho deciso di demolire un album! Per cui, scordatevi le mie entusiastiche recensioni di gruppi che mi lacerano il cuore tramite pungenti emozioni di note di ghiaccio..perchè oggi recensirò un album atroce..Untochable Failure dei Resonance Room!

La band

I Resonance Room sono un gruppo italiano, attivo dal 2004 al 2008 con il nome di Fragment, e adottanti poi il nome attuale dopo quell’anno. Secondo Metallum, il loro genere sarebbe progressive/doom/gothic metal. Definizione fantasiosa se ci si attiene all’album che sto per recensirvi oggi..e che precisamente è uno degli unici due full-lenght che il gruppo ha inciso dal 2008. Il primo è stato Unspoken,dello stesso 2008. E poi c’è Untochable Failure, che è uscito proprio quest’anno.

Untochable Failure

L’album “Untouchable Failure” è quel che si dice la fotografia di un paesaggio grigio e triste. Ma qualche nota positiva c’è. Forse. Le melodie sono trascinanti e la voce pulita è abbastanza buona. Fine delle note positive. Si inizia con “The great imsomnia”, brano tranquillo ma contornato da tratti cupi, e pervaso da un organo che poteva magari essere più marcato e solenne ma chi scrive non fa certo parte della band per cui scelte loro. Di sicuro il brano ne sarebbe uscito arricchito, ma tant’è..Si passa poi a “Cages of Dust”, pezzo con notevoli ed incisive chitarre. Ma mi raccomando, ascoltate questo brano quando siete calmi e tranquilli, o non riuscirete a coglierne la completezza. Cogliete l’ironia? Perché ovviamente la mia era ironia..“So precious” è grigio come una giornata di pioggia..evitate di ascoltarlo se siete tristi e malinconici..come tutto l’album del resto!“New life” è forse l’unico pezzo emotivamente degno di nota. Anche se in verità tratti degni di nota si trovano anche in “Naivety and Oblivion” , la cui particolarità è data dalla strumentalità vivace in contrasto con il solito cantato lento e malinconico.“Outside the Maze” potete anche non ascoltarlo, tanto è sempre uguale a se stesso e accrescerà la vostra eventuale malinconia facendovi anche spazientire!!Idem dicasi per”A picture” .“Unending Loss” presenta una musicalità più vitale e sonorità più attinenti a quel che classicamente viene definito come “metal”..se vogliamo essere generosi.“Prometheus” è un inno alla malinconia..insomma, più si prosegue in questo album e più si pensa..allegria!!Finalmente l’album si chiude con“Faded”, notevole per l’uso degli strumenti, che disegnano una pioggia di note che accompagnano l’ascoltatore su di una strada che conduce ad una terra riarsa e persa nel nulla.

 

Black Princess

Sono BlackPrincess..laureata in Filosofia e attualmente in attesa di entrare al dottorato..appassionata di Medioevo e di Filosofia (ovviamente), sono cattolica e amo molto approfondire gli argomenti legati alla mia fede. Non amo il cinema, ma apprezzo molto i musical, specialmente apprezzo "Il fantasma dell'opera".
Amante del metal, soprattutto il filone unblack (musicalità black ma testi cristiani), collaboro con le recensioni per il sito Whitemetal.it
Sorella di Nemo, sono stata da lui reclutata per questo blog e sono felice di collaborarvi sebbene lui smorzi sempre la mia vena creativa!!