Recensione: Saiyukiden di Katsuya Terada

Voto 9/10

Bentornati cultisti, anche se un po in ritardo all’appuntamento con la recensione di culto underground! Oggi ci immergiamo nuovamente nel mondo del manga, parleremo infatti di Saiyukiden, manga in 2 numeri (per adesso) di Katsuya Terada. Ma entriamo più nel dettaglio.

Qualche cenno sull’autore

Katsuya Terada nasce nel 1963 nella città di Tamano, Okayama. Molto conosciuto negli Stati Uniti come character-designer del film d’animazione Blood: The Last Vampire è un autore molto versatile che si è cimentato nell’ambito del comics americano anche con personaggi di rilievo come Iron Man o Hell Boy. Nonostante sia principalmente illustratore e character-designer ha pubblicato dei manga: Il Cammello Che Ride, Manga Of The Dead e Sayukiden. Si definisce artista “rakugaki”, cioè artista che disegna e fa schizzi un po ovunque senza troppi pensieri e forzature.

L’opera

Il manga si rifà a Il Viaggio in Occidente, in giapponese per l’appunto Saiyuki, uno dei grandi classici della letteratura cinese pubblicato da anonimo alla fine del 1500. Da quest’opera sono stati ispirati vari rifacimenti nel mondo del manga (Saiyuki o Dragon Ball per citarne un paio) più o meno adeguati e rielaborati. L’opera di Terada però si discosta da questi lavori contraddistinguendosi per la crudezza della storia e per l’avvicinamento alla ricerca di estrema e totale libertà che era nell’opera originale fulcro di tutto. Il protagonista è Son Goku, una possente e potentissima scimmia che utilizza un bastone allungabile e di una nuvola (di nome Kinton) per distruggere ogni avversario o ostacolo che incontra sulla sua strada. Suoi compagni di viaggio Hakkai, un maiale codardo e lussurioso e Gojo, una saggia testa parlante. Oltre a loro è presente il monaco Sanzo vero cardine della storia e motivo del viaggio del gruppo. Obbiettivo della missione è uccidere il Buddha rappresentato qua come dittatore che costringe gli esseri viventi a inchinarsi alla sua potenza e ai suoi voleri.
Nonostante la forte presenza di questo antagonista non esiste in questo manga un personaggio positivo. Infatti i nostri protagonisti oltre a uccidere i propri nemici non si faranno scrupoli ad attaccare, ferire, stuprare o uccidere qualunque personaggio incontrino sul loro cammino, sia esso innocente o meno. Ma questo non impedisce all’autore di darci anche una visione più interiore di quello che accade. I personaggi infatti spesso appaiono nudi o vestiti con abiti essenziali a rappresentare il fatto che non conta ciò che c’è all’esterno ma l’uomo in quanto tale. Il tutto è condito da un’atmosfera realistica ma che dà l’esatto peso del mito che si sta rappresentando.
Il tutto è rappresentato con un disegno davvero di livello altissimo che fonde perfettamente disegno e uso di CG, per creare un disegno realistico, dettagliato e mai troppo confusionario.

Conclusioni

Questo manga, composto per ora di due volumi (la cadenza per ora è stata uno volume ogni dieci anni, ma l’autore ha affermato di avere in cantiere il terzo e conclusivo volumetto) mi ha attirato fin dal primo momento in cui l’ho incrociato. Non è stato soltanto l’alto livello del disegno a colpirmi ma anche la crudezza di ciò che viene raccontato e il modo in cui viene fatto ciò. Punto in più a favore di Saiyukiden è il fatto che sia completamente a colori, cosa non troppo comune nei manga che generalmente si trovano in giro. Insomma nonostante il prezzo possa essere un po alto (9,90 l’uno) merita davvero di essere comprato e apprezzato. Una storia raccontata in modo da attirare il lettore e immergerlo in pieno nell’avventura grazie all’ausilio dei disegni anche avendo un numero relativamente ridotto di dialoghi. Insomma un’opera che consiglio ad appassionati e non!

Nemo

Nemo è un ragazzo di 24 anni che studia al Dams di Udine che ha sede nella sua città natale, Gorizia. Si interessa sopratutto di film e fumetti e ascolta anche musica spaziando quando capita tra vari generi. Conosce Sagana e dopo qualche tempo decidono di cercare, stavolta assieme, di ridare lustro al blog di Culto Underground per salvare un buon progetto dalla decadenza e rimetterlo sui giusti binari