Recensione: [‘selvə] – Eléo

Selva - Eléo

Un buon pomeriggio ed un bentornato ai nostri lettori di Culto Underground dal vostro fedele scribacchino Metallo! Quest’oggi è venerdì e come ogni settimana Culto si occupa di recensire e portare sotto i riflettori alcune delle migliori e più interessanti produzioni della scena nazionale e non dei più svariati generi musicali ed artistici. Quest’oggi affronteremo più in particolare il secondo lavoro della band lodigiana dei [‘selvə] intitolato “eléo”, un disco che nei suoi 32 minuti attacca i timpani dell’ascoltatore con la violenza tipica dello screamo ed il piglio gelido e nichilista del black metal per poi mischiare le carte ed offrire momenti più atmosferici ed “emotivi” vicini al post-metal. Nella scena metal odierna questo particolare filone “post-black” presenta un grande numero di musicisti capaci di presentare ciascuno la propria personale visione artistica e delle caratteristiche originali convincenti, alcuni con grande successo di critica e pubblico; riusciranno i [‘selvə] a rientrare in questa categoria o si limiteranno a risultare degli epigoni minori di gruppi di ben maggiore caratura? Andiamo a scoprirlo!

LA BAND

I [‘selvə] pur essendo una band relativamente recente (sono nati ufficialmente nel settembre 2013) possiedono indubbiamente un’esperienza artistica collettiva di tutto rispetto dato che i tre componenti del gruppo, Gino al basso e voce, Ale alla sei corde e voce e Tommy alla batteria, hanno fatto la gavetta in numerose formazioni hardcore del Nord Italia; loro stessi inoltre aggiungono nella loro biografia che “il diverso background musicale, le influenze, l’ emotività e l’ impulsività di ogni membro hanno contribuito a creare un suono che spazia dal post/black-metal allo screamo, passando per il post-rock”. Oltre ad aver calcato in questi anni i palchi della Penisola (e non solo) i [‘selvə] nell’ottobre 2014 hanno pubblicato per Argonauta Records il loro primo lavoro intitolato “lajf həbɪtʃuəl” con un buon successo di critica e pubblico per poi continuare nel giugno 2016 con la loro seconda opera “eléo” che ci apprestiamo quest’oggi ad affrontare.

IL DISCO

Il trio di Lodi indossa orgogliosamente le loro influenze musicali sulla loro pelle: loro stessi citano tra le loro influenze pezzi da novanta del post-black e dello screamo odierni come Deafheaven e Touché Amoré e nel loro sound si possono sentire elementi che fanno pensare al post-hardcore dei giapponesi Envy e dei nostri La Quiete oppure al sound più black degli statunitensi Ghost Bath ed ad una versione non-orchestrata dei So Hideous. Già dalla prima traccia “Soma” si nota rispetto al precendente “lajf həbɪtʃuəl” un discreto cambio di sonorità, che riduce in larga parte le parti atmosferiche (senza però eliminarle mai del tutto) in favore di maggiore aggressività e senso d’urgenza; le chitarre di Ale si fanno decisamente più serrate e danno meno spazio ad passaggi lenti melodici, pur mantenendo quel riverbero tipico del post-metal mentre le parti di batteria di Tommy picchiano forte con blast-beats e sfuriate di doppio pedale, rallentando solo dove necessario per dare un attimo di respiro all’ascoltatore. Queste variazioni di sound assieme alle parti vocali aggressive ma ricche di emozione di Gino rendono il disco decisamente più tetro e crudo, rendendolo più vicino alla sua originaria anima black metal, ma uniformano un po’ troppo il sound complessivo delle quattro tracce, le quali peccano forse in memorabilità e originalità rispetto a quelle del disco precedente. Questo non vuol dire che nell’album manchino spunti interessanti, tutt’altro: i violini suonati dal prestigioso ospite Nicola Manzan (Bologna Violenta, Il Teatro degli Orrori) arricchiscono la struttura complessa della traccia “Alma”, che nei suoi 11 minuti spazia da lentezza doom-lite a crescendo post-rock, da blast-beats a momenti dove l’atmosfera fa da padrone rivelandosi la traccia più riuscita del disco; “Indaco” picchia forte come i Celeste più furiosi per poi aprirsi a momenti più lenti e funerei che immettono nella conclusiva “Nostàlgia”, dove i riff rapidi e ripetuti fanno pensare al black metal intinto nello shoegaze e la quasi assenza di parti vocali dà un maggiore senso di malinconia esistenziale rispetto alla furia dominante nelle altre tracce. Ad essere assenti sono però brani più variegati ed anche “sperimentali” rispetto al sound proposto dalla band sullo stile di “lajf həbɪtʃuəl” oppure “glomɪŋ”, che con la loro relativa tranquillità permettano di rilassarsi un attimo in attesa delle successive bordate di riff, urla belluine e doppio pedale. Anche il generale senso di solitudine e vaga tristezza che veniva dalla produzione di Jack Shirley nel disco precedente sembra sostituita da un mix che fa prevalere la cruda violenza e le sferzate glaciali, togliendo forse un po’ del fascino che aveva reso “lajf həbɪtʃuəl” un disco così apprezzato e lodato. Nonostante queste possibili “mancanze” (che infine sono legate più al gusto dell’ascoltatore e non dei veri e propri difetti) non si può comunque tacciare “Eléo” di essere un lavoro malriuscito dato che nell’insieme ogni traccia è ben suonata e funziona nel contesto collettivo dell’album, la brevità di quest’ultimo lo rende perfetto per numerosi ascolti consecutivi ed i numerosi densi strati che compongono i 4 brani permetteranno ai fan del genere di trovare di certo raffinatezze compositive ed elementi estremamente interessanti.

CONTATTI:

Facebook: https://www.facebook.com/selvapbs/?fref=ts

Bandcamp: https://selvapbs.bandcamp.com/

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Fin da bambino Alex Baldassi è stato guidato da una insaziabile curiosità verso l'arte e la cultura. Adora immergersi nel profondo mare della scena artistica underground e riportare in superficie le migliori perle recenti ed i classici ingiustamente dimenticati, così come girare per i mercatini dell'antiquariato e scandagliare i negozietti alla ricerca di piccoli tesori nascosti qua e là. Dopo essersi laureato in Lettere Moderne all'Università di Udine sta continuando gli studi in Giornalismo a Siena, collaborando nel frattempo alla webzine "Culto Underground" del suo amico Sagana dove si diletta a scrivere di musica, fumetti, film e videogiochi.
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