Recensione: Shōwa Genroku rakugo shinjū

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Bentornati cultisti! Oggi torniamo a parlare di anime con Shōwa Genroku rakugo shinjū, un anime dai toni adulti e dalla tematica insolita!

Shōwa Genroku rakugo shinjū

rakugoQuesto anime fa parte della stagione invernale di quest’anno, è tratto da una serie manga omonima ancora in corso e comprende tutt’ora una stagione di tredici puntate. È già stata annunciata una seconda stagione per l’inverno dell’anno prossimo che concluderà le vicende narrate.
Shōwa Genroku rakugo shinjū racconta la storia di un detenuto che dopo essere stato scarcerato va a cercare un anziano Rakugo-ka, ovvero un attore del teatro Rakugo giapponese, che da solo interpreta diversi ruoli in una vicenda narrata. L’anziano in questione è un famoso Rakugo-ka che il protagonista ha visto in azione in prigione, ed ispirato da questo fatto, egli desidera chiedergli di divenire suo allievo. Tuttavia quasi immediatamente la storia deraglia in un lungo flashback in cui viene narrata l’intera vita dell’anziano attore, che continua fino alla conclusione di questa prima stagione.
sukeroku-matsuriE se difatti la storia del detenuto non risultava poi abbastanza interessante, il concentrarsi sul suo maestro porta l’anime ad un livello superiore, in cui l’atmosfera è nostalgica, anche grazie alla semplicissima colonna sonora, spesso presente in scena, che solitamente si limita all’uso del shamisen, uno strumento a corda Giapponese dai toni molto delicati. Ci ritroviamo quindi catapultati nei primi del novecento giapponesi, in un ambiente dove la tradizione e l’isolamento ha portato il paese a stagnare nella sua cultura ed a fissarsi nella burocrazia. Quest’aspetto viene però ben nascosto durante la visione, in favore dei lati positivi di quel periodo. Si può notare una certa nostalgia posticcia alle volte, proprio nei casi descritti sopra, che ricorda la fascinazione di H.P. Lovecraft per l’ottocento, una fascinazione che porta quindi a voler nascondere quei lati negativi del passato che però emergono evidenti comunque durante la visione dell’anime, proprio per questo tentativo di evitarli.
La storia per quanto risulti molto classica e non spicchi particolarmente per originalità, risulta comunque affascinante, grazie al modo lento e ‘gentile’ in cui viene narrata. I personaggi principali sono caratterizzati a tutto tondo, mentre i secondari ottengono un equo spazio sullo schermo che permette allo spettatore di affezionarcisi.
Tuttavia la stella di questo show è il Rakugo. Durante l’anime vengono mostrati diversi spettacoli interpretati dai protagonisti ed esattamente quando ride e quando si commuove il pubblico disegnato, così ride e si commuove lo spettatore. Sarebbe stato semplice usare il Rakugo come scusa per raccontare una storia comune, ma al contrario, qua è attraverso il Rakugo che la storia si muove, prende forma ed evolve.yakumo
Shōwa Genroku rakugo shinjū è un anime bizzarro. Il manga da cui è tratto viene catalogato sotto il genere josei, che indica che il target del prodotto sono giovani donne, già adulte. Alcuni invece lo considerano uno shoujo, ovvero un manga per ragazze adolescenti. Eppure esclusi certi ammiccamenti ed uno stile grafico vicino al genere, non ho trovato altri motivi per considerare quest’opera entro tali target di genere. A meno che la prossima stagione non cambi completamente rotta, posso affermare che questa serie è adatta ad adulti di entrambi i sessi che possano apprezzare un racconto biografico, dai toni drammatici ed ambientazione storica.

Sagana

Sagana è creatore e autore del progetto Culto Underground. Appassionato di musica, film, fumetti, videogiochi e tutta l'arte underground, nel 2008 inizia il progetto zeitgeist, predecessore di C.U. che si conclude nel 2011 per ragioni personali. Un paio di anni dopo ricomincia con spirito nuovo e con il nuovissimo collaboratore Nemo, che lo spinge a riesumare il progetto!

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