Recensione: Siksided – Siksided

Recensione: Siksided - Siksided

Un caloroso benvenuto su Culto Underground! Questa volta recensiremo l’Ep musicale “Siksided“, dell’omonima band friulana, genere Crossover/Nu Metal.
Continuate a leggere per saperne di più!

Un’anticipazione

Consigliamo di dare una letta anche a questa passata recensione: Naiveover – I Touch The Darkness With My Emotions (9/10). Questo perché alcuni dei componenti dei Siksided hanno fatto parte dei Naiveover e tale lettura potrebbe rivelare alcuni dettagli, utili per avere un quadro completo del prodotto recensito.

Il disco

Cominciamo col chiarire un paio di elementi indispensabili per proseguire: primo,“Siksided” è fortemente improntato verso l’esplorazione delle sonorità più introspettive e riflessive del crossover; secondo, durante l’ascolto il cd rivela un’anima molto puntigliosa e concentrata nella sperimentazione. Quest’ultima però non è rivolta verso le trasformazioni tradizionali che il crossover ha preso col trascorrere degli anni (rap, elettronica e pop), bensì è indirizzata verso la riscoperta dalle origini. Di fatto ciò che si ascolta è una miscellanea di innovazione e influenze (Nine Inch Nails, Primus e Tool).
Il disco, ma è meglio chiamarlo Ep dato che ha “solamente” quattro brani (tutti insieme superano di poco i venti minuti), comincia con Mankind Eraser. Questa traccia unisce cantato melodico a qualche breve parte più studiata ed è un’ottima partenza per farsi un’idea di quello che sarà il proseguo dell’Ep. È un brano malinconico ma capace di non lasciare indifferente l’ascoltatore, che durante l’ascolto potrà farsi trasportare in un viaggio fantastico e visionario.
A seguire il brano The Rest, che alterna delle fasi più ricercate ad altre più energiche. Anche questo è un brano ibrido, a metà fra l’aeriforme dei Deftones e le distorsioni dei Coal Chamber.
La canzone successiva, Virgil, è la più psichedelica dell’Ep e prende letteralmente il volo nella fase conclusiva, regalando emozioni fortissime all’ascoltatore. Il mood non è affatto differente dal resto del disco e le sonorità si ripetono ma senza risultare noiose. Questo perché l’espressività del cantante, che spesso sfocia in liriche disperate e disperanti, accompagna l’ascoltatore in un vortice continuo di domande che non trovano risposta.
In chiusura c’è Re-Lyrical, che è il brano più introspettivo e in cui la voce, la musica e la ritmica sono lente e dolorose, mescolate con qualche momento di morbidezza che stempera il tutto.
Per quanto riguarda il package del cd, composto da una custodia rigida in formato “slim” e un cartoncino, che fa sia da copertina che da retro di copertina, possiamo dire che è essenziale.
Le grafiche, che hanno per soggetto delle forme geometriche e si colorano di tonalità molto oscure, seppur modeste, sono in linea col resto del prodotto.

Conclusioni

Tirando le somme, pensiamo che Siksided sia un disco pregevole e originale, però solo in parte capace di raccontare le potenzialità della band.
Promossi, ma non a pieni voti.

Voto: 7 / 10

 

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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