Recensione: Sisma – Sisma (2016)

Sisma

Carissime lettrici e lettori di Culto Underground, tutto è pronto per una nuova recensione e questa volta andremo a scoprire “Sisma“, il recentissimo album dell’omonima hardcore band friulana.

La band

I Sisma si formano nel 2015 dalle ceneri dei Mataleao, un gruppo hardcore italiano vecchia scuola. Il loro suono è influenzato dalla scena hardcore anni novanta americana, specialmente quella newyorkese, ma anche dal movimento italiano anni ottanta/novanta. I Sisma sono composti da: Paolo (batteria), Pez (chitarra), Emiliano (chitarra e cori), Mauro M (basso) e Mauro (voce).

Il disco

La prima traccia Anni 90 introduce molto bene il leitmotiv dell’intero album, l’energia sprigionata dal quintetto è molto forte già dal principio e in tal senso anche l’urlo corrosivo di Mauro è eloquente: “anni 90 la rabbia è ancora tanta, musica hardcore negli anni stesso show“. Non c’è alcun momento di rilassamento e si tira sempre dritto con Sostanze, che segue il ritmo scandito dalla batteria di Paolo e butta fuori tutto il male e la disperazione delle persone in preda alla schiavitù delle sostanze stupefacenti. L’album procede con Regeni, canzone estremamente tirata dal punto di vista strumentale ma anche deficitaria nel testo, risultando troppo sbrigativa se considerata la complessità della vicenda. Non c’è tempo per riflettere, l’album procede deciso e monolitico con Giorni sospesi, a seguire Cose lasciate, che oltre a essere l’ultima traccia dell’album è anche la più riflessiva e disperata.

Contatti

Facebook.com/SISMA
mauroscarel@yahoo.it

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Andrea Tomasella

Laureato in Sociologia per il Territorio e lo Sviluppo all’Università di Trieste, è referente del Gruppo Comunicazione del Punto Giovani di Gorizia. Scrive per la webzine di arte underground “Culto Underground”, collabora con il mensile di promozione sociale "Social News" e con il settimanale sportivo "City Sport". Attraverso il suo blog si racconta ed esprime opinioni (sempre personali).
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