Recensione: Stronghold – Prayers From a Yearning Heart

Prayers From a Yearning Heart cover

Cari amici di Culto, salve a voi!! Oggi voglio presentarvi un altro gruppo che appartiene al filone White Metal. Dalle fredde terre scandinave, ecco a voi gli Stronghold!

Il Gruppo

Essi sono una band unblack/doom norvegese, appunto, tuttora attiva.
Attualmente si trovano sotto la Nordic Mission. Ad ora, hanno all’attivo una demo risalente al 1998, un EP (quello qui recensito) del 2000 e un full-lenght del 2007.
Stando a Metallum, la formazione è questa: abbiamo Cato Gulaker alle pelli, Erlend Trengereit alle chitarre e Eirik Hellem Br alla voce e alle chitarre. Cosa curiosa, tutti e tre i membri collaborano anche con i Dalit, una band, sempre cristiana, orientata verso il death/doom.

Prayers from a Yearning Heart

Ma passiamo ora alla demo che voglio presentarvi, ovvero “Prayers from a yearning heart”, “Preghiere da un cuore che anela”
Si inizia con “Prayer of a yearning”, pezzo che racchiude in sé sonorità tipiche del doom, anche se non di quello più estremo, e del death. Lo scream è buono, molto trascinante. I riff cadenzati e ripetitivi aiutano la mente a perdersi in oscuri scenari, e inoltre la durata accettabile di questo brano (che non è eccessivamente breve come talvolta accade negli EP), fa sì che non si venga subito strappati ad un sogno ad occhi aperti che altrimenti si concluderebbe con un brusco e troppo immediato risveglio.
Proseguiamo poi con “Praise”. Questo pezzo è piuttosto grigio, nel senso che ascoltandone le sonorità e la cadenza, riporta alla mente una bigia giornata piovosa, e l’idea che si crea nella mente è quella di camminare lungo una desolata strada battuta dalla pioggia. Tipico lo scream di Eirik, che lungi dall’essere estremo e delirante, si mantiene sempre su toni piuttosto bassi. D’altra parte sarebbe difficile dare un’idea del doom con uno scream simile a quello di Grim degli Aaskereia..
Ma prima che la mia mente inizi a vagare verso gli Aaskereia e io perda la concentrazione, torniamo a noi. . Il terzo pezzo dell’EP è “Tears”, ovvero “Lacrime”. Qui si possono riscontrare delle vaghe note di black, anche se la tendenza pare sempre essere quella del death con venature doom. Pezzo valido ma che dopo un po’ annoia un po’. Si riprende verso il minuto 2:35 dalla sua monotonia, dove finalmente troviamo un po’ di dinamismo ed energia! E il brano si risolleva!
Segue “Lament”, toni cupi già dalle prime note..pezzo veramente degno di nota. Si discosta un po’ dagli altri brani dell’EP, che sono strutturati in maniera compatta, e ad un certo punto le sonorità cambiano..diventano ancora più cupe, ma di un cupo avvolgente, trascinante, che solleva l’animo trasporta in sentieri sconosciuti..bel pezzo, davvero, dalle atmosfere evocative che confluiscono in un’aura di cupa ed oscura metafisica.
Si conclude con “In strongest arms”..qui, peccato essere alla fine, si riconoscono subito le atmosfere tipiche del black, magnificamente tetre e solenni. Se volete sentire almeno un po’ di black in questo lavoro, passate subito a questo brano. Brano che fa dire:”Finalmente! Adesso sì che ci si può immergere in un fiume di note travolgenti ed uscirne rigenerati!” Sì, black metal finalmente!!!

Black Princess

Sono BlackPrincess..laureata in Filosofia e attualmente in attesa di entrare al dottorato..appassionata di Medioevo e di Filosofia (ovviamente), sono cattolica e amo molto approfondire gli argomenti legati alla mia fede. Non amo il cinema, ma apprezzo molto i musical, specialmente apprezzo "Il fantasma dell'opera".
Amante del metal, soprattutto il filone unblack (musicalità black ma testi cristiani), collaboro con le recensioni per il sito Whitemetal.it
Sorella di Nemo, sono stata da lui reclutata per questo blog e sono felice di collaborarvi sebbene lui smorzi sempre la mia vena creativa!!